Protocollo di Cartagena

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Il Protocollo di Cartagena sulla Biosicurezza Ŕ un accordo internazionale ispirato alla Convenzione sulla DiversitÓ Biologica, che ha come obiettivo la garanzia della protezione nel campo del trasferimento, della manipolazione e dell'uso degli organismi viventi modificati ottenuti con la moderna biotecnologia.

Indice

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[modifica] GeneralitÓ e storia

Il testo del Protocollo di Cartagena, detto anche Biosafety Protocol, fu inizialmente discusso in una sessione straordinaria della CBD a Cartagena, in Colombia. La sua versione finale fu invece approvata in una riunione a Montreal all'alba del 29 Gennaio 2000 dopo una notte di negoziazioni da parte di tecnici e ministri di molti paesi. L'accordo finale Ŕ stato raggiunto in gran parte grazie alla determinazione del delegato danese e del ministro dell'ambiente colombiano.

Il Procollo si rifÓ direttamente all'Articolo 19 della Convenzione sulla DiversitÓ Biologica o CBD e al Principio di precauzione cosý come definito all'Articolo 15 della Dichiarazione di Rio sull'ambiente e lo sviluppo. Nel testo si riconosce la necessitÓ di indagare a fondo i potenziali rischi associati agli organismi geneticamente modificati, ottenuti tramite le moderne biotecnologie, al fine di garantire un elevato livello di protezione con particolare riferimento alla diversitÓ biologica, ed assegna alle Parti della Convenzione il compito di assumere le necessarie misure legali, amministrative e politiche al fine di prevenire eventuali rischi. Le Parti si impegnano inoltre a sviluppare protocolli e procedure per il trasporto, la gestione, e l'uso in sicurezza di qualsiasi organismo geneticamente modificato che possa avere effetti negativi sulla conservazione e sullĺuso sostenibile della biodiversitÓ.

Il Protocollo entra in vigore l'11 settembre del 2003.

[modifica] Obiettivo

L'obiettivo del Protocollo di Cartagena Ŕ quello di contribuire ad assicurare un adeguato livello di protezione nel campo del trasporto , della manipolazione e dell'uso in sicurezza degli organismi geneticamente modificati derivanti dalle moderne biotecnologie i quali possano avere un effetto negativo sulla conservazione e sull'uso sostenibile della diversitÓ biologica, tenendo in considerazione anche i rischi alla salute umana e focalizzandosi specificamente sui movimenti transfrontalieri.

Il Protocollo quindi si pone come strumento giuridico internazionale che contribuisce a regolamentare il trasporto internazionale di OGM. Il Protocollo non pone alcuna limitazione alla sperimentazione, alla produzione o alla coltivazione di organismi geneticamente modificati, ma obbliga i Paesi che volessero esportarne ad ottemperare ad alcune procedure.

Il Paese esportatore, attraverso una Notifica scritta, deve informare il paese importatore dell'intenzione di trasferire uno o pi¨ specifici OGM. Il Paese importatore, a seconda della legislazione nazionale, pu˛ effettuare delle analisi scientifiche e valutare il grado di rischio che comporterebbe l'importazione di ciascun OGM (Risk Assessment). Sulla base di fondate prove scientifiche, il Paese importatore pu˛ rifiutare l'importazione dell'OGM considerato a rischio. Il Paese importatore pu˛, sulla base di scelte politiche o economiche interne al paese, prevedere di accettare un certo livello di rischio, possibilmente mettendo in atto alcune misure di mitigazione o di controllo (Risk Management).

[modifica] Il Trasferimento di Tecnologia

Fra i compiti che la comunitÓ internazionale si prefigge per l'applicazione del Protocollo di Cartagena, c'Ŕ il cosiddetto trasferimento di tecnologia. Infatti per una corretta gestione degli OGM e per assicurare il rispetto delle Decisioni del Protocollo, ogni Paese deve essere in grado di assicurare alcune azioni sia amministrative che logistiche e di controllo, le quali richiedono spesso conoscenze (tecnologie "soft") ed attrezzature specifiche (tecnologie "hard").

I Paesi produttori devono garantire un sistema di tracciabilitÓ, ossia devono garantire una catena di produzione, trasporto e distribuzione dei prodotti agroalimentari che assicuri l'assoluta certezza del materiale prodotto, trasportato e distribuito. ╚ infatti capitato pi¨ volte di rendersi conto troppo tardi che interi carichi di granaglie non-GM fossero mescolate con quelle GM.
Le autoritÓ doganali dei Paesi esportatori ed importatori devono essere attrezzate per la gestione in sicurezza delle merci GM. Pu˛ capitare infatti che le merci debbano essere trattate in maniera particolare per evitare possibili contaminazioni su terreni esterni a quelli autorizzati per la coltivazione o sperimentazione GM specifica.
L'AutoritÓ Nazionale Competente dovrÓ creare e gestire un sito informativo su internet, chiamato Clearing-House sulla Biosicurezza in cui una serie di informazioni dovranno essere a disposizione dei cittadini e delle industrie che volessero esportare prodotti GM verso quel Paese.


[modifica] La Biosafety Clearing-House BCH

Similarmente alla CBD, il Protocollo di Cartagena pone una particolare enfasi allo scambio di informazioni e richiede di creare un meccanismo specifico di Clearing-House, detto appunto Biosafety Clearing-House o BCH.

Questo meccanismo di scambio di informazioni prevede che ogni Parte del Protocollo pubblichi sul sito BCH la legislazione nazionale che regolamenta il trasporto di OGM, le eventuali autorizzazioni date o negate, la lista degli OGM autorizzati nel paese etc.

[modifica] La Consultazione Pubblica

Il nodo italiano per la BCH, il cui indirizzo Ŕ riportato qui sotto, pubblica le "notifiche", ossia le richieste delle industrie che vogliono esportare prodotti GM verso l'Italia o verso Stati Memebri dell'Unione Europea.

Queste notifiche sono a disposizione di tutti i cittadini i quali possono, entro 30 giorni dalla pubblicazione, mandare i propri commenti all'AutoritÓ Nazionale Competente in materia di OGM, presso il Ministero dell'Ambiente.

L'AutortitÓ Nazionale Competente coordina i lavori della Commissione Interministeriale di Valutazione (CIV) che, prendendo anche visione dei commenti ricevuti dai cittadini attraverso il processo di Consultazione Pubblica, pubblica una decisione riguardo la concessione o meno di un'autorizzazione.

[modifica] Collegamenti esterni

Estratto da "http://it.wikipedia.org/wiki/Protocollo_di_Cartagena"