Ottavio Farnese

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Busto di Ottavio Farnese, di Annibale Fontana. Milano, Castello Sforzesco.
Busto di Ottavio Farnese, di Annibale Fontana. Milano, Castello Sforzesco.

Ottavio Farnese (Valentano, 9 ottobre 1521 - Piacenza, 18 settembre 1586), figlio di Pier Luigi Farnese e Gerolama Orsini, fu il secondo duca di Parma e Piacenza e il secondo duca di Castro.

Indice

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[modifica] I primi anni

Ottavio era il secondogenito di Pier Luigi Farnese e Gerolama Orsini, nipote di papa Paolo III e fratello dei Cardinali Ranuccio Farnese e Alessandro Farnese. Il 4 novembre 1538 Ottavio sposò Margherita d'Austria, figlia naturale di Carlo V e della damigella fiamminga Jeanne van der Gheyst. Ottavio aveva 15 anni, mentre Margherita, che era rimasta da poco vedova di Alessandro de' Medici, ne aveva 16. Il matrimonio fu celebrato nella Cappella Sistina alla presenza del papa, che troncò in favore della nipote acquisita le contestazioni sull’eredità romana dei Medici. Con questo matrimonio Ottavio entrò nella cerchia ristretta delle famiglie sovrane europee. Purtroppo questo sodalizio non fu dei più felici, sia per la scarsa comprensione e delicatezza d’animo di Ottavio che per il continuo sognare della corte medicea che faceva lei, a cui gli ambienti romani sembravano angusti e noiosi. La situazione cambiò quando Ottavio ritornò ferito da una spedizione ad Algeri nel 1541 e la sua avversione si trasformò in affetto.

[modifica] I primi onori

Nel 1540, in un concistoro segreto, Ottavio fu creato duca ereditario di Camerino e signore di Nepi a discapito dei Varano, ma lasciò questo feudo quando suo padre divenne duca di Parma nel 1545. Tale decisione non piacque ad Ottavio che doveva rinunciare ad uno Stato Sovrano per la prospettiva di una successione, così con l’appoggio di Paolo III, ebbe dal padre il ducato di Castro. Nello stesso anno la famiglia fu allietata dalla nascita di due gemelli, Carlo, che sarebbe morto giovanissimo, e Alessandro, le cui imprese avrebbero dato lustro alla famiglia Farnese in tutta Europa. Il battesimo dei gemelli avvenne a Sant’Eustachio, alla presenza del papa, di 19 cardinali e come padrino Carlo V e come madrina la regina di Francia

[modifica] Duca di Parma

Dopo che la nobiltà Piacentina, probabilmente d'accordo con il governatore di Milano Ferrante Gonzaga, ebbe assassinato Pierluigi Farnese nel 1547, le truppe dell'Imperatore, sotto la guida del Gonzaga, occuparono Piacenza. Paolo III senza por tempo in mezzo riunì il concistoro e dichiarò espressamente che Ottavio sarebbe stato duca di Parma e feudatario della Chiesa secondo l’investitura effettuata da lui stesso. Nello stesso concistoro lo investì anche della carica di Gonfaloniere della Chiesa.Il papa, comunque, continuava a mediare con l’imperatore e giunse alla conclusione che Carlo V considerava il Ducato di Parma e Piacenza come una dipendenza dell’impero, così decise di esigere Parma per la Chiesa e di dare Castro e Camerino ai suoi due nipoti. Paolo III, approfittando dell’assenza di Ottavio, mandò Camillo Orsini, come legato, per prendere possesso della città. Appena saputa la notizia Ottavio si precipitò a Parma per reclamare il suo, ma non raggiunse lo scopo. Cercò, così, di riconquistare Parma con la forza ed avendo fallito iniziò dei negoziati con Ferrante Gonzaga. Si ritiene che la sua ribellione contro il nonno abbia accelerato la morte del papa che avvenne il 10 novembre 1549. Poco prima della morte, il nipote Alessandro lo convinse ad inviare un Breve Apostolico al legato in cui gli ingiungeva di ritirarsi da Parma su Bologna, consegnando la città ad Ottavio. Ma la notizia della sede vacante giunse a Parma ed il legato si rifiutò di eseguire l’ordine ammenoché non gli fosse stato impartito da un altro papa. Nel frattempo, durante il conclave, l’appoggio del cardinale Farnese al cardinale del Monte, risultò decisivo per la sua elezione. Giovanni Maria del Monte venne eletto col nome di Giulio III. Il nuovo papa non si dimostrò ingrato e ingiunse a Camillo Orsini di rimettere Parma nelle mani di Ottavio. Alcuni giorni più tardi il duca faceva un ingresso trionfale in città e, con l’appoggio del pontefice, alcuni mesi dopo rientrava in possesso di Piacenza, mettendovi delle guarnigioni. Questo fatto fu riportato in maniera negativa da Don Ferrante a Carlo V.

[modifica] La guerra di Parma

Don Ferrante instillava dei terrori nella mente di Ottavio, facendogli credere che il suocero gli volesse togliere il ducato, così il duca si abboccò con i fratelli e di comune accordo decisero di appoggiarsi al re di Francia, Enrico II. Quando il papa, mal informato dal Gonzaga su questo accordo tra il Farnese ed il re di Francia, ingiunse ad Ottavio di restituire Parma in cambio di Camerino, questi rifiutò. Lo stesso giorno, il 27 maggio 1551, Enrico II ed il duca di Parma firmarono un trattato nel quale il duca prometteva di non abbandonare l’alleanza con i Valois ed il re prendeva casa Farnese sotto la sua protezione, assicurando il concorso delle sue truppe e del suo tesoro. In conseguenza di questo accordo Giulio III dichiarò il duca ribelle e lo spogliò delle sue dignità e del suo ducato. Suo fratello Orazio raggiunse immediatamente il fratello ed il papa gli tolse la prefettura do Roma e mise sotto sequestro il ducato di Castro. La guerra iniziò male per i Farnese: il Gonzaga si impadronì subito di Colorno e, poco dopo, Orazio fu battuto presso Mirandola .[1]. . Per rendere la sconfitta dei Farnese più cocente, Don Ferrante iniziò a devastare le campagne parmensi incorrendo nell’ira papale e provocando la carestia, facendo però arrivare regolarmente delle provvigioni a Margherita per non incorrere nelle sanzioni dell’imperatore. Il 12 settembre un esercito francese valicò le Alpi ed il Gonzaga dovette ritirare le sue truppe per difendere la Lombardia. Da questo momento le prospettive della guerra cambiarono. Il 29 aprile 1552 i rappresentanti del papa, della Francia e di Parma firmarono una tregua che doveva durare due anni e Carlo V ratificò la sospensione del conflitto. L’accordo prevedeva la restituzione ai Farnese di tutti i loro beni, onori e privilegi. Durante la tregua Carlo V si preparò alla ripresa del conflitto, mentre il re di Francia si occupò dell’organizzazione del matrimonio tra Orazio e sua figlia. A causa della morte di Orazio, il matrimonio durò solo pochi mesi e, nonostante il re di Francia scrivesse ad Ottavio che voleva allevare il figlioletto Alessandro e gli inviasse il collare dell’Ordine di San Michele, i rapporti tra Parma e la Francia si affievolirono sempre più. Il 15 settembre 1556 Ottavio, dopo la restituzione di quasi tutte le città occupate dal padre, Pier Luigi, si mise sotto la protezione di Filippo II di Spagna rinnegando la Francia e mandando il figlio Alessandro presso la corte iberica. Tra le clausole del trattato c’era quella che avrebbe ricevuto Piacenza come feudo spagnolo, infrangendo così i diritti di sovranità della Santa Sede. I rapporti fra la Spagna e la Santa Sede iniziarono a deteriorarsi, così il papa mandò un suo emissario in Francia per indurla alla guerra. Tale guerra fu disastrosa per i francesi e consolidò le frontiere spagnole. A seguito della guerra Ottavio ricevette il Toson d’Oro e la patente di capitano generale di guerra spagnolo, mentre Margherita ebbe la reggenza dei Paesi Bassi.

[modifica] Gli ultimi anni e la morte

Dopo la partenza della moglie e del figlio, Ottavio rimase solo a Parma. Si sforzò di rendere prospero il ducato, di accattivarsi la benevolenza del popolo applicando le sagge misure già prese dal padre e di blandire la nobiltà locale usando più moderazione di Pier Luigi. Perdonò il conte di Sanseverino che lo aveva combattuto nella guerra di Parma, ma confiscò il feudo di Borgotaro, che era proprietà della famiglia Landi. Egli elevò a propria residenza la città di Parma, installandosi prima nel palazzo episcopale e quindi in uno fatto costruire appositamente. Parteciparono all’opera artisti del calibro del Bertoja, del Mirola, di Raffaello Peri e di Giovanni Boscoli. Si dilettò anche di scienze e studiò Euclide con il Paciotto, che gli dedicò anche un libro. In questo periodo Ottavio ebbe anche relazioni extraconiugali, da cui nacquero dei figli naturali, tra cui Lavinia, Ersilia ed Isabella, che sposarono rispettivamente un Pallavicini, un Borromeo ed un conte di Borgonuovo. Alla fine della sua vita, il duca si innamorò anche della bellissima Barbara Sanseverino.

Dopo molti anni di tranquillità, in cui il duca seppe consolidare il ducato promuovendone l’economia e gli scambi finanziari, commerciali e culturali, nel 1582 Ottavio fu oggetto di una congiura. Due Scotti ed un Anguissola furono arrestati e torturati. Dopo aver confessato il loro crimine, furono giustiziati nel dicembre dello stesso anno. Nel 1586, poco prima della sua morte, Filippo II gli restituì ufficialmente Piacenza, non per sua preghiera, ma come compenso delle vittorie riportate dal figlio Alessandro, che gli succedette alla guida del ducato.

[modifica] Nota

  1. Il negoziato con cui Ottavio si assicura l'alleanza di Mirandola, e il ruolo di Mirandola nella guerra è stato narrato, sulla base di una minuziosa analisi delle cronace,nel romanzo di Antonio Saltini, L'assedio della Mirandola, Reggio E. 2003.

[modifica] Bibliografia



Predecessore:
Pier Luigi Farnese
Duca di Castro
1545-1547
Successore:
Orazio Farnese



Predecessore:
Pier Luigi Farnese
Duca di Parma
1547-1586
Successore:
Alessandro Farnese



Predecessore:
Orazio Farnese
Duca di Castro
1553-1586
Successore:
Alessandro Farnese


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