Ordine dei Cistercensi

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L'ordine dei Cistercensi è un ordine religioso derivato da quello dei Benedettini.

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[modifica] Storia

L'origine dell'ordine si deve a San Roberto, abate di Molesme, quando nel 1098 si trasferì con una ventina di compagni in una località solitaria nei pressi di Digione, detta Citeaux (in latino Cistercium, da qui il nome Cistercensi), per applicare nella sua integrità originale la regola, i cui rigori si erano allentati nei monasteri benedettini.

Richiamato poco dopo, da una decisione sinodale, Roberto a Molesme, nella direzione dell'abbazia di Citeaux gli successe il Sant'Alberico di Cîteaux e, a questi, santo Stefano Harding, al quale risale il primo statuto cistercense, la Charta caritatis.

L'ordine assunse straordinario incremento e vigore dopo l'ingresso a Citeaux di Bernardo di Fontaines che, inviato nel 1115 a fondare un nuovo monastero a Clairvaux (Chiaravalle), ne derivò l'appellativo di Bernardo di Chiaravalle. Questo monastero insieme alla casa madre di Citeaux e a quelli di La Fertè , di Pontigny e di Morimond , istituiti nel biennio 1113-1115, costituirono le cosiddette abbazie madri da ciascuna delle quali derivarono altre fondazioni in Francia, Spagna, Italia, Germania, Inghilterra, con tanta rapidità che alla fine del XII secolo le abbazie cistercensi erano più di 500 e alla fine del XIII secolo circa 700.

Intanto alla Charta caritatis, che era stata confermata dai pontefici Callisto II e Lucio III, si aggiunsero, nello stesso XII secolo, le Consuetudini ed infine, nei secoli XIII-XIV, i Libelli definitionum, che definivano più esattamente gli statuti dell'ordine.

La regola risultante associava ufficio divino e lettura spirituale al lavoro manuale, tali monasteri venivano fondati in luoghi solitari ed incolti, il lavoro di quei monaci, rafforzato con l'introduzione di conversi laici, promosse in molte zone la bonifica e il disboscamento di terreni paludosi o selvosi per la coltivazione, che furono amministrate tramite strutture agricole dipendenti, curate dai conversi, che assunsero il nome di grange.

La semplicità di vita, di veste (bianca per devozione alla Vergine e per opposizione ai benedettini di Cluny di cui criticavano violentemente il lusso), di liturgia, di arredamento nella chiesa, nel chiostro e negli edifici, costituirono elementi essenziali di quest'ordine.
In particolare, le chiese non avevano campanili, né pitture, sculture, pavimenti o vetrate colorate che potessero distrarre l'attenzione dei monaci e nessuno era ammesso agli uffici divini, riservati solo ai monaci.

L'ordine raggiunse il massimo splendore nei secoli XII-XIII, successivamente, con l'acquisto di vaste proprietà e una negligenza dell'opera manuale, la severità della regola fu intaccata.

Nel 1335 ci fu una riforma dell'ordine proposta dall'abate di Fontfroide che però non fu appoggiata dagli altri priori.

Infine nel 1664, l'abate del monastero di Nostra Signora de la Trappe, Armand Jean le Bouthillier de Rancé, fece nel suo monastero un'opera di rinnovamento in profondità dalla quale nacque un nuovo ordine, l'Ordine dei Trappisti.

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