Nazzareno Strampelli

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Nazzareno Strampelli è stato un agronomo italiano di fama mondiale.

Nato a Crispiero, frazione del comune di Castelraimondo, in provincia di Macerata, il 29 maggio 1866, fu senza dubbio il più importante esperto italiano di agronomia e genetica della prima metà del XX secolo.

Laureatosi in agraria a Pisa, insegnò la materia dapprima a Camerino, ed in seguito a Reggio Calabria.

Nel 1900 a Camerino cominciò i suoi studi sull'ibridazione delle specie di frumento, pur non essendo a conoscenza degli studi di Gregor Mendel, che avevano avuto diffusione assai limitata. A Camerino cominciò a lavorare sul tipo "Rieti", un grano che riteneva potenzialmente molto adatto all'ibridazione.

Nel 1903 il Ministero dell’Agricoltura retto da Guido Bocelli istituì una cattedra ambulante sperimentale di Granicoltura a Rieti, dotata di un fondo di 7.500 lire. Strampelli concorse alla cattedra per interesse personale, pur col rischio di non otterne alcun vantaggio economico, e ottenne il titolo. Era interessato principalmente alla possibilità di sperimentare le proprie teorie in un ambiente controllato quale la Piana di Rieti.

Inizialmente alloggiato in albergo, con molta insistenza chiese ed ottenne dal Comune di Rieti tre stanze all'interno della Cassa di Risparmio locale. Tra l'ottobre del 1903 e l'aprile 1904 l'unica dotazione della Cattedra fu uno sgabello in legno. Già nel 1904 aveva sviluppato 53 ibridi diversi.

Strampelli ottenne dal principe principe Ludovico Spada Potenziani alcuni terreni da adibire a colture sperimentali, lontani da Rieti ma adatti allo scopo. Oramai a conoscenza dei lavori di Mendel, cominciò a sviluppare alcune specie di frumento ibrido, con lo scopo di risolvere i problemi che allora assillavano il mondo dell'agricoltura. A partire dal 2 giugno 1907 la cattedra ambulante venne convertita in una Stazione sperimentale di Granicoltura, con il raddoppio dell'appannaggio che arrivà a 15.000 lire e finalmente costituì un fondo solido su cui basare gli studi.

A partire dal "rieti" sviluppò una varietà incrociata con la segale, dando vita al grano "Terminillo". Il Terminillo era resistente alla più diffusa malattia dell'epoca, la ruggine del grano, ed era adatto alle coltivazioni in montagna. Al contrario di altri grani creati con lo stesso procedimento, non era sterile e quindi offriva un prodotto efficace dal punto di vista commerciale.

Visti i risultati il ministro dell'agricoltura Ranieri conferì tra il 1911 e il 1912 un prestito di 125.000 lire, poi aumentato a 155.000, per l'acquisto dei terreni di sperimentazione. Inoltre fu deliberato un incremento di organico e la costituzione di terreni sperimentali in diverse parti d'Italia.

In soli dieci anni di durissimo lavoro riuscì a sviluppare ben dodici tipi diversi di grani sfruttabili commercialmente, tra cui i tipi "Gregorio Mendel", "Luigia", "Varrone". Sviluppò varietà di grano ad alto rendimento e resistenza, specialmente adatte alla panificazione, tra cui il "Villagloria" , "l’Ardito" (un incrocio col grano giapponese "Akagomugi" che divenne il primo grano precoce ad alto rendimento), il "Mentana", "l’Edda", il "Balilla", il "Fanfulla". Creò speciali grani resistenti alle condizioni atmosferiche, adatti alle coltivazioni montane ("Virgilio" e "Cambio")

Inoltre, nel 1905 fondò l'Associazione degli Agricoltori a Rieti, per cercare aiuto da parte degli agricoltori locali. Questi ultimi però mantennero un rapporto di diffidenza verso le scoperte di Strampelli.

In tutto durante la sua carriera produsse circa 500 diversi incroci di grano e 250 varietà. Integrava il lavoro di ricerca con gli studi sulle tecniche di concimazione, fu un sostenitore delle tecniche di rotazione periodica delle colture, tentò esperimenti per dimostrare l'influsso dell'elettricità sulla crescita dei grani e pubblicò alcuni studi sulle più diffuse varietà di grano.

Creò anche il grano "Carlotta", dedicato alla moglie Carlotta Parisini (discendente della famiglia di Bonaparte). Carlotta fu la prima e principale assistente di Strampelli, e la morte di lei prostrò lo studioso per lungo tempo.

Strampelli partì da un concetto diametralmente opposto a quello più diffuso nei primi del 1900. Invece di cercare di estendere il ciclo vegetativo delle piante (per accumulare più sostanze nutritive), cercò di sviluppare dei grani di rapida maturazione ed alto rendimento. I grani precoci esistenti erano in genere inadatti alla coltivazione suil nostro territorio, ed erano poco diffusi in un panorama ricco di colture locali. Con il lavoro di Strampelli il rendimento passa dai 6-8 quintali per ettaro 65 quintali.

L'8 giugno 1919 su suo stimolo venne istituito a Roma l'Istituto Nazionale di Genetica per la Cerealicoltura, dove sviluppò ulteriori studi su nuovi grani duri e teneri. Strampelli mantenne la direzione del centro romano, affiancandolo al lavoro sulla cattedra di Rieti.

Strampelli a Rieti fu oggetti anche di numerose critiche, soprattutto derivanti dalla Associazione da lui stesso fondata. I grani di Strampelli venivano visti come una minaccia al grano "Rieti originario", diffuso tra tutti i coltivatori della zona e tra i più apprezzati. Gli agricoltori dell'associazione nel marzo 1924 cacciarono dalla stessa tutti i coltivatori che facevano uso dei grani modificati, e cercarono l'aiuto di un esperto per migliorare il grano Rieti con metodi tradizionali. I tentativi ebbero poco successo

Strampelli, sempre schivo alla politica, si iscrisse nel Partito Fascista nel 1925, dove assunse un ruolo centrale nella Battaglia del grano grazie ai suoi studi. Benito Mussolini considerava la battaglia molto importante dal punto di vista propagandistico, per Strampelli fu invece un modo per combattere l'insufficienza agricola italiana.

Strampelli nel 1926, diede vita all’associazione Riproduttore Sementi di Rieti. A Strampelli fu riconosciuto il titolo di Senatore del Regno nel 1929, per i meriti scientifici guadagnati nella Battaglia del Grano. Strampelli scrisse al Duce, dicendosi assolutamente negato per la funzione di deputato.

Nel 1933 i suoi ex colleghi dell'associazione si pentirono della scelta e cercarono di farsi perdonare offrendo a Strampelli la cittadinanza onoraria.

Strampelli non si arricchì mai con le sue scoperte; non tentò di sfruttarle per rendiconto commerciale, il suo obiettivo era migliorare le condizioni di vita e di alimentazione delle masse.

Dopo 30 anni di lavoro al Centro Sperimentale di Rieti, l'80% delle coltivazioni in Italia erano rappresentate dai grani di Strampelli. Negli anni '40 creò tre nuove varietà, "S. Pastore", "Velino" e "Turano", prima di morire a Roma il 23 gennaio 1942. Dopo la sua morte l'Istituto di Genetica venne titolato a suo nome, fino al 1967 quando il titolo venne tolto e l'istituto riorganizzato (legge 1318/67).

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