Melchiorre Gioia

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Melchiorre Gioia (Piacenza, 20 settembre 1767 - Milano, 2 gennaio 1829) è stato un economista e uomo politico italiano.

Dopo studi in filosofia e teologia e diverse attività in ambito politico e pubblicistico, fu nominato nel 1801 storiografo della Repubblica Cisalpina e si dedicò a studi di economia e statistica. Dopo la restaurazione del governo austriaco a Milano, nel 1820, fu arrestato con Silvio Pellico e con Pietro Maroncelli, per poi essere liberato l'anno seguente: nonostante tutto, rimase sospetto al governo austriaco fino alla morte, avvenuta nel 1829.

Fu autore di svariate opere, tra cui il Nuovo Galateo (1802), il Trattato del merito e delle ricompense (1808-1809), l’Ideologia (1822) e la Filosofia della statistica (1826); nelle sue opere Gioia trattò di tutti gli argomenti del suo tempo e fu uno dei più grandi pensatori della città di Piacenza.

A lui è oggi intitolato il liceo classico della sua città natale, Piacenza. Milano gli ha dedicato un'importante via, da cui prende il nome anche una stazione della metropolitana.

[modifica] Le critiche di Antonio Rosmini

La pretesa di Melchiorre Gioia di proporre un nuovo codice morale, fondato su principi palesemente opportunistici, e la disinvoltura con cui Gioia pretendeva, abitualmente, sussidi e regali dai titolari del potere politico per elogiarne, nelle proprie pubblicazioni periodiche, le benemerenze, indussero il più severo censore dei costumi italiani del suo tempo, l'abate Antonio Rosmini, a dichiararlo publicamente "un ciarlatano".

[modifica] Note

Antonio Saltini, Maria Teresa Salomoni, Stefano Rossi, Via Emilia. Percorsi inusuali fra i comuni dell'antica strada consolare, Il Sole 24 ore - Edagricole, Bologna 2003, pag. 224



[modifica] Bibliografia

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