Marco Terenzio Varrone

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Marco Terenzio Varrone (116 - 27 a.C.)[1] nacque a Rieti. Fu erudito scrittore latino. Nel corso della sua lunga vita Varrone scrisse numerosissime opere tra le quali ci sono pervenute intere solo il De lingua Latina e il De re rustica. Da non confondere con Varro Atacinus suo contemporaneo. Per tutta l'antichità fino a tutto il Medioevo fu considerato il più grande erudito romano.

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[modifica] Biografia

Varrone nasce nell'odierna Rieti in una famiglia appartenente al ceto equestre.

Studia presso il filologo romano Lucius Aelius Stilo e successivamente ad Atene nell'accademia del filosofo Antioco di Ascalona.

In politica appoggia Pompeo, che ha raggiunto la carica di pretore, dopo essere stato tribuno della plebe e curulo edile. Egli segue Pompeo nella guerra contro Sertorio (76 a.C. - 71 a.C.) e in quella contro i pirati (dal 67 a.C.).
Riesce ad evitare ripercussioni politiche, avendo perso Pompeo nella guerra civile con Cesare, prima e dopo la Battaglia di Farsalo. Solo in seguito riesce a recuperare le proprie proprietà.

Egli fa parte della commissione dei venti che ha istituito un grande progetto di riassestamento di Capua e della Campania (59 a.C.).
Cesare, in seguito, gli affida la supervisione della biblioteca pubblica di Roma nel 47 a.C., ma dopo la successiva morte di Cesare Marco Antonio lo inscrive nelle liste di proscrizione. Perciò, Varrone perde molta della sua fama ed in seguito la biblioteca stessa.

Nel passaggio tra la repubblica e l'impero ottiene il favore di Augusto e di Mecenate quindi, in cui trova la sicurezza e la tranquillità necessaria per proseguire i suoi studi e la sua attività di scrittura. Per il suo carattere enciclopedico ebbe una grande influenza culturale nel Medio Evo e la sua opera sull'agricoltura fu molto seguita, (anche come opera di agronomia) fino all'età moderna, con molte ristampe nel 1500. [2].

[modifica] Opere

Varrone scrisse più di 400 opere nella sua vita, di cui solo due sono sopravvissute completamente ed approssimativamente 70 frammenti.
A Varrone dobbiamo l'individuazione delle 21 commedie sicuramente plautine e, nelle disciplinae indicò le arti liberali del trivium e del quadrivium.

[modifica] Opere tramandate

[modifica] Opere conosciute, ma perdute

Opere in poesia:

Opere in prosa:

[modifica] Cinquecentine

(12/15) [M] Scriptores rei rusticae Opera agricolationum, Columellae, Varronis, Catonisque, nec non Palladii, cum annotationibus. d. Philippi Beroaldi, et commentariis quae in aliis impressionibus non extant. - 1504 (Impressa Bonon. : impensis Benedicti Hectoris Bononiensis, 1504 X calen. Septemb.).

[modifica] Collegamenti esterni

[modifica] Note

  1. "Reatinus" si riferisce alla sua nascita a Reate, odierna Rieti, in territorio sabino.
  2. Storia delle scienze Agrarie, Antonio Saltini , Edagricole 1984 I p. 28-34
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