Futurologo

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Futurologo o futurista è il termine che talvolta descrive consulenti di management che aiutano le aziende a comprendere una serie di andamenti globali, ad operare la gestione del rischio e a conoscere potenziali opportunità di mercato.

Un elemento basilare del management è la capacità di anticipare le scelte dei concorrenti, dei dipendenti e dei clienti, in un contesto di veloci movimenti su scala globale. Quindi è vero in un certo senso che i veri leader sono dei futuristi.

Per futorologia si intende, invece, comunemente il tentativo di poter prevedere, con delle basi scientifiche quale sarà il futuro, più o meno remoto, dell'umanità.

Indice

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[modifica] Pensare il futuro

Un elemento importante del pensare al futuro è la gestione dell'incertezza e del rischio. Alcuni trend sono chiari - ad esempio la forte diminuzione dei costi per le telecomunicazioni o l'invecchiamento della popolazione in molti paesi dell'europa occidentale. Il problema è piuttosto concentrato nel tempo in cui essi si manifestano piuttosto che nella natura stessa degli eventi. Altri sono davvero difficili da predire, incluso una serie significativa di problemi cosiddetti "Wild Cards", o a bassa probabilità, ma ad alto impatto.

[modifica] La previsione del futuro nelle passate società

L’uomo si è sempre proteso verso il futuro per prevedere gli eventi che potessero determinare la sua sorte, nel bene e nel male, per prepararsi ad affrontarli. L’asserzione non è che la traduzione della constatazione dell’importanza che hanno rivestito, in tutte le società, sibille, aùguri, indovini, pitonesse. Ci propone l’esempio più significativo dell’importanza della lettura del futuro nelle società umane la vicenda biblica di Giuseppe, che interpretando il sogno del Faraone delle sette vacche grasse e delle sette magre consente al paese più popoloso dell’epoca di sopravvivere ad una carestia che sarebbe stata catastrofica

[modifica] Malthus, il primo nuovo futurologo

La comprensione del futuro è stata affidata per millenni all’indovino, l’uomo che stabilisce con il futuro un rapporto magico. E’all’alba dell’Ottocento che la nascita delle nuove scienze dell’uomo induce l’idea della possibilità di previsioni fondate sulla conoscenza scientifica. Il primo futurologo nel senso nuovo può essere considerato Thomas Robert Malthus, che nell’ultimo decennio del Settecento proclama che la popolazione umana può raddoppiare ogni 25 anni, ma le tecniche agricole non possono raddoppiare la produzione di cibo nello stesso tempo, desumendone che se l’umanità non avesse ridotto il tasso di crescita sarebbe stata travolta dalla fame. Il primo studioso a proclamare la possibilità di prevedere “scientificamente” le vicende economiche e politiche è un discepolo del filosofo Comte, Emile Littré, che negli anni successivi al 1860 prevede che la pace europea si protrarrà per alcuni decenni, una previsione che tutti i francesi gli imputeranno come colpa dopo il blitz tedesco verso Parigi del 1870. Sul fronte ideologico opposto può essere considerato futurologo anche Karl Marx, che prevede, sulla base di argomentazioni che reputa rigorosamente scientifiche, il crollo sicuro, e non remoto, del capitalismo.

[modifica] La futurologia moderna

La futurologia mira a divenire scienza moderna nel 1973, quando il Club di Roma, un sodalizio di magnati industriali, docenti famosi e uomini politici presieduto dall'italiano Aurelio Peccei, commissiona al Massachusetts Institute of Technology di Boston uno studio sui tempi e sulle conseguenze dell’esaurimento delle materie prime fondamentali, che gli scienziati cominciano a proclamare costituire un patrimonio finito. Applicando la nuova teoria dei sistemi, di cui è possibile la gestione mediante i calcolatori, allora invenzione recente, l’Istituto di Boston realizza una serie di previsioni, che illustrano al pubblico del pianeta Dennis Meadows e Donella Meadows. I due scienziati prevedono che se il consumo delle materie prime fondamentali continuerà a dilatarsi a un ritmo esponenziale l’umanità si troverebbe a affrontare gravi situazioni di penuria entro 25 anni, quindi entro l’anno Duemila.

Se l’anno Duemila non ha segnato la fine dei consumi umani, la lettura del volume, dopo sei lustri, si rivela di estrema attualità: le riserve di energia e di materie prime essenziali continuano a contrarsi, infatti, e se la previsione non si è avverata in stretti termini di tempo l’allarme per la possibile carenza di risorse essenziali non è per questo esorcizzata. Le carenze di energia e di metalli si unirebbero, peraltro, in futuro, alle conseguenze dei mutamenti del clima, forse il terreno in cui sono oggi più diffusi i tentativi di prevedere il futuro. Una terra in cui le calotte polari fondessero, e il livello dei mari salisse di cinque metri, non costituisce, infatti, prospettiva rassicurante. È comprensibile che i climatologi tentino di prevedere l’evento in anticipo.

Un terreno in cui dalla prospezione del futuro si dovrebbero ricavare le indicazioni più significative per le scelte politiche è quello agricolo e alimentare. Uno degli agronomi più celebri al mondo, l’americano Lester Brown, ripetendo, aggiornato, il monito di Malthus, dichiara che il progresso agricolo straordinario degli ultimi cinque decenni ha usato tutti gli strumenti di una scienza alla quale sarebbero rimaste, per il futuro, armi assai meno efficaci, e che il persistente malgoverno delle risorse di terra e di acqua renderà impossibile all’umanità, entro pochi decenni, di soddisfare i bisogni alimentari con la facilità con cui li ha soddisfatti negli ultimi lustri.


[modifica] La fantascienza apocalittica

La divulgazione delle idee dea nuova scienza della futorologia è avvenuta per merito di scrittori che hanno voluto unire il rigore metodologico delle previsioni matematiche con l'approccio più divulgativo del romanzo.

La prima opera che in Italia ha incontrato l'interesse del pubblico è stato Il medioevo prossimo venturo di Roberto Vacca

Recentemente Le analisi di Brown hanno costituito una delle fonti di ispirazione del romanzo di un autore italiano che ha immaginato che la competizione per controllare le ultime grandi riserve di cibo, le maggiori pianure agricole del pianeta, scatenerebbe, nel 2057, l’ultima deflagrazione termonucleare 1) in un contesto di società multietnica.

[modifica] Note

1-Antonio Saltini, 2057. L’ultimo negoziato. La lotta per il grano che innescò lo scontro atomico finale. Edizioni Spazio rurale, Roma 2005, ISBN 88-902187-0-3

[modifica] Bibliografia

Futurologia del mondo agricolo

[modifica] Alcune frasi celebri


[modifica] Collegamenti esterni

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