Emilio Sereni

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Emilio Sereni (Roma 13 agosto 1907 - Civitavecchia 20 marzo 1977) è stato un giornalista, uno scrittore, un partigiano ed un uomo politico italiano.

Nato in una famiglia ebrea di intellettuali antifascisti, nel 1926 si iscrisse al Partito Comunista Italiano ed un anno dopo si laureò in agronomia a Portici, iniziando poco dopo un'opera di proselitismo nella provincia di Napoli. Nel 1930 si reca a Parigi ed entra in contatto con Palmiro Togliatti, ma nel settembre dello stesso anno fu arrestato ed il Tribunale Speciale lo condanna a vent'anni, poi ridotti poi a 15 per il cumulo delle pene.

Amnistiato nel 1935, espatria clandestinamente a Parigi; qui è responsabile del lavoro culturale ed è redattore capo di Stato Operaio e La voce degli italiani. Nuovamente scoperto, nel 1943 viene condannato a 18 anni per "associazione sovversiva" ma un anno dopo riesce a fuggire e si stabilisce a Milano, dove il partito gli assegna l'incarico di dirigere l'ufficio di agitazione e propaganda.

Comandante generale delle brigate Garibaldi insieme a Luigi Longo, nel 1946 entra nel comitato centrale del PCI (vi resterà fino al 1975) e fu due volte ministro sotto Alcide De Gasperi: la prima dell'assistenza postbellica e la seconda dei lavori pubblici. Eletto senatore nel 1948 e confermato nel 1953, divenne direttore di Critica Marxista e nel 1956, durante i fatti d'Ungheria, fu uno dei pochi a schierarsi apertamente con l'Unione Sovietica.

Tra le sue opere ebbero particolare successo Il capitalismo nelle campagne, Il Mezzogiorno all'opposizione, La questione agraria nella rinascita nazionale italiana e La rivoluzione italiana, ma i suoi scritti sono innumerevoli: la sua bibliografia contiene 1071 scritti ed i primi risalgono al 1930. Straordinario poliglotta, sapeva parlare il tedesco, l'inglese, il francese, il russo, il greco, il latino, l'ebraico, alcune lingue cuneiformi (come l'accadico, il sumero, l’ittita) ed il giapponese.

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