Cannabis

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Canapa

Cannabis sativa
Classificazione Cronquist
Regno: Plantae
Divisione: Magnoliophyta
Classe: Magnoliopsida
Ordine: Urticales
Famiglia: Cannabaceae
Genere: Cannabis
Classificazione APG
Ordine: Rosales
Famiglia: Cannabaceae
Specie
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La canapa (Cannabis, L. 1753) è una pianta a fiore (angiosperma) che, come il luppolo (Humulus lupulus), appartiene alla famiglia delle Cannabacee, dette anche Cannabinacee, ordine delle Urticales.

Indice

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[modifica] Sistematica

Sull'esatta tassonomia del genere Cannabis (Cannabaceae) vi sono opinioni diverse a seconda si consideri la specie monotipica o politipica. Small e Cronquist distinguono solo una specie (sativa) con due sottospecie, ciascuna con due varietà:

Sinonimi = Cannabis chinense; Cannabis indica Lam.

Shultes divide invece il genere in tre specie:

  1. Cannabis sativa (sativa = utile; volgarmente canapa)
  2. Cannabis indica (volg. canapa indiana o indica)
  3. Cannabis ruderalis (volg. Canapa russa o ruderale o americana)

Clarke e Watson (2002) propongono che la specie C. sativa comprenda tutti gli individui, a parte forse le varietà usate per la produzione di hashish e marijuana in Afghanistan e Pakistan, che andrebbero raggruppate sotto la specie C. indica.

Anche sulla posizione della famiglia Cannabaceae esistono delle divergenze:

[modifica] Morfologia e Fisiologia

Illustrazione di Cannabis sativa
Illustrazione di Cannabis sativa

La canapa è una pianta erbacea a ciclo annuale. L'altezza varia tra 1,5 - 2 m, ma in sottospecie coltivate può arrivare fino a 5 metri. Presenta una lunga radice a fittone e un fusto, eretto o ramificato, con escrescenze resinose, angolate, a volte cave, specialmente al di sopra del primo paio di foglie.
Le foglie sono picciolate e provviste di stipole; ciascuna è palmata, composta da 5 - 13 foglioline lanceolate, a margine dentato-seghettato, con punte acuminate fino a 10 cm di lunghezza ed 1,5 cm di grandezza; nella parte bassa del fusto le foglie si presentano opposte, nella parte alta invece tendono a crescere alternate, soprattutto dopo il nono/decimo nodo della pianta, ovvero a maturazione sessuale avvenuta (dopo la fase vegetativa iniziale, nota popolarmente come "levata").
Salvo rari casi di ermafroditismo, le piante di canapa sono dioiche e i fiori unisessuali crescono su individui di sesso diverso. I fiori maschili (staminiferi) sono riuniti in pannocchie terminali e ciascuno presenta 5 tepali fusi alla base e 5 stami.
I fiori femminili (pistilliferi) sono riuniti in gruppi di 2-6 alle ascelle di brattee formanti corte spighe; ognuno mostra un calice membranaceo che avvolge strettamente un ovario supero ed uniloculare, sormontato da due stili e due stimmi.
La pianta germina in primavera e fiorisce in estate inoltrata. L'impollinazione è anemofila (trasporto tramite il vento). In autunno compaiono i frutti, degli acheni duri e globosi, ciascuno trattenente un seme con un endosperma carnoso ed embrione curvo.

ingrandimento del fiore femminile di Cannabis Sativa
ingrandimento del fiore femminile di Cannabis Sativa

Il contenuto di metaboliti secondari vincola la tassonomia in due sottogruppi o chemiotipi a seconda dell'enzima preposto nella biosintesi dei cannabinoidi. Si distingue il chemiotipo CBD, caratterizzato dall'enzima CBDA-sintetasi che contradistingue la canapa destinata ad usi agroindustriali e terapeutici e il chemiotipo THC caratterizzato dall'enzima THCA-sintetasi presente nelle varietà di cannabis destinate a produrre droga e medicamenti. L'ibrido f1 manifesta la contemporanea presenza di entrambi i maggiori cannabinoidi CBD e THC confermando l'aspetto politipico della cannabis.

I preparati psicoattivi come l'hashish e la marijuana sono costituiti dalla resina e dalle infiorescenze femminili ottenuti appunto dal genotipo THCA-sintetasi. Tale sottogruppo fu coltivato fino alla seconda metà del secolo scorso, nonostante fosse stato proibito nella decade '20-'30 l'uso come medicina ad alto potenziale di abuso (ma affrontando la questione terapeutica nei casi previsti impiegando tinture o estratti fitogalenici). Tali genotipi, fino ad allora, erano per cosi dire addomesticati (se confrontati con i valori odierni) venendo impiegati nella costituzione di ibridi altamente produttivi utilizzati in campo industriale. A partire dagli anni settanta si incominciò invece ad incrementare tali ammontari caratteristici.

Analogamente a partire dalla seconda metà del secolo scorso, furono selezionate dapprima in Francia, Polonia e Russia le attuali varietà destinate ad usi esclusivamente agroindustriali, ottenute dal genotipo CBDA-sintetasi, distinte da un contenuto ormai irrisorio (se riferito ai valori originari) sia del metabolita specifico sia in cannabinoidi minori.

[modifica] Coltivazione

Una pianta femminile 58 giorni dopo la sua fioritura
Una pianta femminile 58 giorni dopo la sua fioritura

In passato la coltivazione agricola della canapa era comune nelle zone medioeuropee. Da una parte, perché cresceva su terreni difficili da coltivare con altre piante industriali (terreni sabbiosi e zone paludose nelle pianure dei fiumi), dall'altra, perché c'era sempre bisogno di piante "oleose" (sativa, luce), "fibrose" (tessili, carta, corde) e di mangime (foglie) per il bestiame produttivo.
Durante i secoli del trionfo della vela, e delle grandi conquiste marittime europee la domanda di tele e cordami assicurò la straordinaria ricchezza dei comprensori la cui fertilità assicurava le canape di qualità migliori per l'armamento navale. Eccelsero tra le terre da canapa Bologna e Ferrara. Testimonia la vitalità dell'economia canapacola felsinea il maggiore agronomo bolognese del Seicento, Vincenzo Tanara, con una lunga, accurata descrizione della tecnica colturale .[1].Grazie alla qualità delle sue canape l'Italia, secondo produttore mondiale, assurse a primo fornitore della marina britannica. Il tramontò iniziò con la diffusione delle navi a carbone, e fu, per le province canpaicole, una lenta agonia, che si protrasse lungo un secolo costringendo alla ristrutturazione di tutte le le rotazioni agrarie .[2].

Dopo la colonializzazione dell'India e la rivoluzione agricola negli stati del sud del nordamerica calava la produzione, perché i tessili di cotone distruggevano i prezzi per altre fibre. Il petrolio faceva calare anche i prezzi dei combustibili per la luce. Dopo la prima guerra mondiale, calava di nuovo la produzione,le corde di sostanze sintetiche sostituirono pian piano le corde di canapa e si sviluppò la tecnica per produrre carta dal legno.

Durante la seconda guerra mondiale, la produzione medioeuropea e mediterranea aumentava velocemente, perché le fibre tessili e gli oli sativi erano più costosi. In più, esisteva l'esigenza di materie prime contenenti molta cellulosa da cui poter ricavare esplosivi ottenuti producendo nitrocellulosa.

Il vero colpo colpo di grazia la coltivazione della canapa lo ricevette a seguito del Marijuana Tax Act datato 1937 dove la si mise al bando negli USA e poi di riflesso in gran parte del resto del mondo. Nello stesso anno la DuPont brevettò il Nylon. Secondo i movimenti antiproibizionisti non fu un caso. A riguardo,l'americano Jack Herer pubblicò il best seller "The Emperor wears no clothes".

Al giorno d'oggi, in Italia, è consentita dietro speciale permesso, solamente la coltivazione industriale di varietà di canapa certificata, appositamente selezionate per avere un contenuto trascurabile di THC, che ne costituisce il principio attivo farmacologico e psicotropo. La coltivazione di Canapa senza autorizzazione è invece un reato in Italia: in base alla legge attualmente vigente (Decreto Fini-Giovanardi sulle Olimpiadi invernali), la coltivazione non autorizzata di Canapa è punibile con 6-20 anni di reclusione, o con 1-6 anni di reclusione nel caso il giudice ravveda nel caso specifico un fatto di lieve entità.

[modifica] Usi

Simbolo convenzionale di nocività
Simbolo convenzionale di tossicità
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Oltre alle accese discussioni e controversie sociali e politiche sull'uso della canapa come stupefacente, essa è stata per migliaia di anni un'importante pianta medicinale.

Negli ultimi anni si è accumulato un notevole volume di ricerca sulle attività farmacologiche della cannabis e sulle possibili applicazioni.

Il più noto studioso e promotore dell'uso terapeutico della Cannabis e della sua decriminalizzazione è il Professor Lester Grinspoon Psichiatra e Professore emerito dell'Università di Harvard. Il più famoso attivista antiproibizionista è probabilmente l'americano Jack Herer autore del best seller "The Emperor wear no clothes".

Una meta-analisi del 2001 (che analizza tutti gli studi clinici pubblicati fino al 2000) conclude che la Cannabis è efficace nel dolore neuropatico e spastico, meno in altri tipi di dolore. Ma successivi studi clinici hanno mostrato effetti significativi anche nel dolore tumorale, ed hanno confermato l'ottima attività per il dolore neuropatico e per i sintomi dolorosi nella Sclerosi multipla (spasticità, sintomi della vescica, qualità del sonno).

Gerarchia delle possibili indicazioni:

Sono anche numerose le testimonianze di coloro che sono riusciti a superare la dipendenza dall'alcol o dalla cocaina grazie all'utilizzo della cannabis [4], che a differenza delle precedenti sostanze, non porta ad una dipendenza fisica confrontabile, ad esempio, con quella generata dalla nicotina.

Si stanno inoltre testando nel mondo farmaci che contengono una versione sintetica di alcuni dei principi attivi della cannabis (dronabinol, HU-210, levonantradolo, nabilone, SR 141716 A, Win 55212-2), ma questi per ora hanno mostrato molti effetti collaterali e svantaggi rispetto alla pianta naturale.
Il Canada, il 20 giugno 2005, è stato il primo paese ad autorizzare la messa in commercio di un estratto totale di Cannabis sotto forma di spray sublinguale Sativex standardizzato per THC e CBD, per il trattamento del dolore neuropatico dei malati di sclerosi multipla e cancro. Nel 2006 il Sativex è stato approvato negli Stati Uniti per essere sottoposto a studi clinici di Fase III per dolore intrattabile in pazienti con tumore.

[modifica] Meccanismi d'azione

I cannabinoidi si legano a specifici recettori (recettori CB, di tipo 1 e 2) nel sistema cannabinergico, un sistema legato alla presenza di cannabinoidi endogeni o endocannabinoidi. I recettori CB1 e CB2 sono distribuiti in maniera molto differente, con i CB1 sostanzialmente concentrati nel SNC (talamo e corteccia, ma anche altre strutture) ed i CB2 sostanzialmente nelle cellule del sistema immunitario. Il legame dei cannabinoidi ai recettori CB1 causa una inibizione presinaptica del rilascio di vari neurotrasmettitori (in particolare NMDA e glutammato), ed una stimolazione delle aree del PAG e della RVM, che a loro volta inibiscono i percorsi del dolore ascendenti. A livello spinale il legame dei cannabinoidi ai CB1 causa una inibizione degli afferenti a livello del corno dorsale, ed a livello periferico il legame con CB1 e CB2 causa una riduzione della secrezione di vari prostanoidi e citochine proinfiammatorie, la inibizione di PKA e C e del segnale doloroso.

[modifica] Composizione chimica

La resina può contenere a seconda dei casi fino a 60 cannabinoidi, 100 terpenoidi, 20 flavonoidi.

[modifica] Cannabinoidi

La struttura chimica dei cannabinoidi può essere descritta come quella di un terpene unito ad un resorcinolo a sostituzione alchilica, oppure come quella di un sistema ad anello benzopiranico. Le due descrizioni implicano anche una nomenclatura differente, con la prima il principale cannabinoide viene definito come delta-1-tetraidrocannabinolo (delta-1-THC) mentre con la seconda diventa delta-9-THC (entrambi d'ora in poi semplicemente THC).

I cannabinoidi finora riscontrati si possono dividere in "tipi" chimici (tra parentesi l'abbreviazione e il numero di composti):

[modifica] Terpenoidi

Principali: beta-mircene; beta-cariofillene; d-limonene; linalolo; pulegone; 1,8-cineolo; alfa-pinene; alfa-terpineolo; terpinen-4-olo; p-cimene; borneolo; delta-3-carene; beta-farnesene; alfa-selinene; fellandrene; piperidina

[modifica] Flavonoidi

Principali: apigenina; quercetina; cannflavina

[modifica] Effetti palliativi

Fino agli anni Settanta nella medicina popolare alcuni preparati erano utilizzati per gli effetti palliativi sotto citati.

Si usava anche la resina come callifugo.

[modifica] Fornitore di olio

I semi contengono oltre a proteine e carboidrati - ca. 30% - di un olio ricco di acidi linolenici senza alcun effetto psicoattivo. L'olio ha un gusto fortemente linolico e viene ancora usato come olio speziato. È anche diffuso in molti prodotti cosmetici.

[modifica] Materia prima per tessili e carta

fibre di canapa
fibre di canapa

Le fibre (tuttora utilizzate dagli idraulici come guarnizione) per migliaia di anni della civiltà umana sono state importanti grezzi per la produzione di tessili e corde. Per centinaia di anni (e fino a 50 anni fa) sono state la materia prima per la produzione di carta. Oggigiorno sono disponibili varietà selezionate di cannabis libere da principi psicoattivi, liberamente coltivabili in alcuni stati per usi tessili.

[modifica] Stupefacente / Narcotico

Come stupefacente vengono usati preparati (prevalentemente foglie e fiori femminili (marijuana) e resina (hashish) fumati inalati o ingeriti. La temperatura elevata raggiunta durante la cottura o la combustione degrada infatti la struttura della molecola di THC in una forma maggiormente attiva sull'organismo, risultato ottenibile con una lunga maturazione delle infiorescenze. Inoltre l'hashish preparato per scopi commerciali, contiene una elevata quantità di sostanze variabili (naturali e non) allo scopo di aumentarne il peso per trarre maggiore profitto. Gli effetti dell'assunzione sono molteplici. Tra quelli più frequentemente descritti si possono elencare: una sensazione di benessere, ilarità, maggiore coinvolgimento nelle attività ricreative, alterazione della percezione del tempo e l'incapacità di diventare violenti ( al contrario dell'alcol ). La generale intensificazione delle sensazioni e delle emozioni, può comprendere anche quelle legate a situazioni o pensieri spiacevoli, normalmente tollerabili o addirittura inconsce e può determinare, in questi casi, stati fortemente ansiosi, atteggiamenti e pensieri paranoici, limitatamente alla durata dello stato di intossicazione.

[modifica] Combustibile

L'olio estratto dalla cannabis può essere utilizzato in alcuni tipi di motore, in particolare i motori Diesel. Nel 1937 la Ford creò “la Ford T” in gran parte realizzata in canapa ed alimentato ad etanolo di canapa un combustibile ecologico. Vi sono ipotesi che la proclamazione di leggi proibizionistiche nei confronti della cannabis negli Stati Uniti prima della seconda guerra mondiale sia legata alla concorrenza tra la nascente industria petrolifera e la possibilità di usare l'olio di questa pianta come combustibile.

[modifica] Curiosità

Dal 1987 ogni anno, la terza settimana di novembre, la rivista americana "High times" organizza in Olanda la Cannabis Cup.

Da qualche anno la rivista olandese Highlife organizza anch'essa una competizione, la "Highlife Cup" che si svolge annualmente in una città dell'Olanda ed a Barcellona.

Anche in Italia dal 2006 al Palanord di Bologna agli inizi di giugno si svolge Cannabis Tipo Forte, Fiera internazionale della canapa medica e industriale


[modifica] Note

  1. Antonio Saltini, Storia delle scienze agrarie, vol.I, Dalle origini al Rinascimento, Edagricole, Bologna 1984, pagg. 505-513.
  2. Antonio Saltini, Nell'area dell'antica canapicoltura emiliana tra Ottocento e Novecento: cedimenti, speranze, il tracollo, in Aa. Vv. Una fibra versatile. La canapa in Italia Clueb, Bologna 2005, pagg. 235-252.

[modifica] Fonti

[modifica] Voci correlate

* Endocannabinoidi * Recettori cannabinoidi * Cannabidiolo * Virodamina
* Tetraidrocannabivarina * Cannabinoidi * Anandamide * Arachidonoilglicerolo
* N-arachidonoildopamina * Noladin * Delta-9-THC * HU-308
* Dronabinol * Nabilone * Sativex * Erba medica (libro) * Effetti della cannabis sulla salute

[modifica] Altri progetti

[modifica] Collegamenti esterni

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