Bonifica agraria

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La Bonifica agraria è il complesso delle opere e dei lavori che si debbono eseguire per rendere produttive le terre infruttifere e insalubri. Fondamentalmente la bonificazione consta in una integrale e minuziosa bonifica idraulica da affiancare a una nuova organizzazione del territorio in base ai nuovi terreni a disposizione.

Dopo l'Olanda l'Italia è il paese dove è più vasta la frazione della superficie agraria sottratta alla palude con la bonifica. Tra le regioni della penisola presenta la superfice bonificata di entità maggiore l'Emilia Romagna (bonifiche del Polesine di San Giorgio, e del Polesine di San Giovanni, bonifiche di Burana, della Parmigiana Moglia, del Crostolo ed Enza, colmate del Lamone), [1]. Superfici cospicue, seppure inferiori, presentano la Toscana (bonifiche della Maremma e della Chiana), il Lazio, (Bonifiche delle Paludi Pontine), il Veneto (bonifiche del Polesine di Rovigo e degli estuari del Piave e Livenza), l'Abruzzo (antico lago del Fucino). Con il R.D. 215 del 13 febbraio 1933 fu emanato il Testo Unico sulla bonifica integrale, coronamento del ruolo propulsivo avuto dal sottosegretario all'Agricoltura Arrigo Serpieri.

La Seconda guerra mondiale portò gravi danni alle opere di bonifica dell'Italia meridionale e centrale (nel solo agro pontino i tedeschi allagarono, dopo lo sbarco degli alleati ad Anzio, ben 12000 ettari di terreno).

Per quanto riguarda i paesi stranieri, eccezionale importanza rivestono le bonifiche realizzate in Olanda e quelle attuate in Stati Uniti, nell'ex URSS ed Egitto.

[modifica] Note

  1. Antonio Saltini, Dove l'uomo separò la terra dalle acque, Storia delle bonifiche in Emilia Romagna, Diabasis Reggio Emilia 2005 ISBN 88-8103-433-6

[modifica] Collegamenti esterni

Testo Unico sulla Bonifica integrale (PDF)

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