Annona (economia)

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Per Annona si intende la politica di un paese per le proprie scorte di cereali e delle altre derrate alimentari.

Indice

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[modifica] Origine del nome

Prende il nome dalla dea Annona a cui furono consacrati, a Roma, i magazzini pubblici per il frumento e che poi designò il nome dei magazzini, il termine è rimasto a indicare definitivamente la politica degli approvvigionamenti alimentari.

[modifica] Antichità

Il sorgere delle città, in epoche in cui la conservazione delle derrate e quella dei trasporti erano precarie, fu possibile quando il sistema di approvvigionamento alimentare di grandi masse di uomini fu assicurato da un sistema che permetteva l'afflusso delle merci dalle campagne.

Tutte le città dell’antichità si preoccuparono, inoltre, di racchiudere tra le mura scorte di cereali da impiegare in tempi di assedi o di carestia. L’esigenza, egualmente essenziale a Babilonia, ad Alessandria e ad Atene, assunse a Roma peculiarità specifiche siccome si raccolsero nell’Urbe decine di migliaia di antichi contadini combattenti che le guerre successive avevano privato della terra, ma che combattendo avevano confermato i propri diritti politici, tanto da essere in grado di vendere i propri voti in cambio, come predica l’antico adagio di “pane e giochi circensi”. Al tempo del proprio splendore Roma giunse ad importare 3,5 milioni di quintali di frumento, per l’epoca quantità astronomica. Si potrebbe sostenere che tutta l’organizzazione politica dell’Impero fu modulata sulla duplice esigenza di rifornire di frumento la capitale e le legioni di stanza ai confini. L'immensa quantità del frumento importato da Roma proveniva da una pluralità di province, Sicilia, Sardegna, province asiatiche e africane, ma il perno dell'approvvigionamento era costituito dall'Egitto, che soddisfaceva oltre metà del fabbisogno. Il ruolo dell'Egitto per saziare la fame della plebe romana era tale che Augusto, che assoggettò l'Egitto al ruolo annonario del futuro, vietò ai senatori l'ingresso nella provincia, amministrata da un suo legato, Il prefetto dell'Egitto sarebbe stato, in futuro magistrato di nomina imperiale, e sono stati elencati i casi in cui nel conflitto tra un imperatore e un pretendente, il ruolo del prefetto dell'Egitto, che disponeva della chiave dell'approvvigionamento, fu determinante dell'esito della contesa per la corona imperiale. L'importanza dell'Egitto come perno annonario si colorì anche di significati religiosi quando Costantino, per piegare il patriarca di Alessandria, Atanasio, il paladino del credo di Nicea, lo accusò, falsamente, di avere sollevato il popolo alessandrino per impedire il carico delle navi frumentarie attese a Costantinopoli, divenuta seconda capitale dell'Impero, come la prima popolata da una plebe oziosa che attendeva che il cibo giungesse, gratuitamente, dal mare.

[modifica] Medio Evo

Nel Medioevo la preoccupazione di rifornire le città di frumento fu equivalente a quella delle città del tempo di Atene e Roma: tutte le città medievali curarono la propria politica annonaria, che proseguì nei principati rinascimentali, ciascuno dei quali aggiornava le norme annonarie con le “grida sul frumento” le cui raccolte insegnano quanto fu ardimentoso, prima della rivoluzione agraria moderna, assicurare il pane a collettività la cui consistenza ci appare oggi del tutto modesta.Fu soprattutto nel XIII secolo, e nel periodo anteriore alla Peste nera del 1330 che le città-stato europee, soprattutto quelle italiane e delle Fiandre ebbero il maggiore incremento demografico e divenne impegnativo assicurare un regolare rifornimento alimentare: Fu istituito l'obbligo per le campagne del territorio del "cotado" di convogliare le eccedenze della produzione sul mercato cittadino. Fu stabilita una normativa mirante ad evitare accaparramenti e di favorire il "popolo minuto". Il sistema corporativo gevolava una stretta sorveglianza sul commercio e in particolare sui fornai e macellai, (beccai). Le magistrature preposte presero il nome di "abbondanza".

[modifica] Età moderna

Nell'Italia del seicento il problema dell'afflusso delle derrate alimentari divenne grave per le ricorrenti carestie. Il Manzoni, nei Promessi sposi, ci descrive appunto una rivolta determinata dalla scarsità del grano, soprattutto per l'insipienza del "magistrato" addetto: il Vicario di Provvisione.

Riassume la tradizione annonaria dei secoli tra il Medioevo e l’inizio dell’età Moderna Ludovico Antonio Muratori nella propria Pubblica Felicità, pubblicata il 1749, un’opera capitale del pensiero politico settecentesco. Ha inizio, peraltro, nei decenni successivi, l’acceso dibattito, tra i primi economisti, sull’utilità di un sistema di governo pubblico delle scorte di frumento, che molte voci contestano in nome dei nuovi ideali liberistici. Nella realtà i progressi dell’agricoltura e i nuovi mezzi di trasporto rendono le carestie meno frequenti che nei secoli precedenti, e la liberalizzazione corrisponde ad un’esigenza di razionalità. Al grande dibattito partecipano tutti gli scrittori economici dell’epoca, i francesi Duhamel du Monceau e Jacques de Turgot, l’inglese Arthur Young, gli italiani Ferdinando Galiani, Cesare Beccaria e Pietro Verri. A prescindere dalla posizione di Young, posizione particolare siccome, anticipando più di un giornalista moderno, l’agronomo inglese riceve denaro dai grandi proprietari per sostenere, con i suoi scritti, le sovvenzioni pubbliche alle esportazioni, le posizioni diverse si possono ordinare da quella di Galiani, che cerca il successo dei salotti parigini proclamando la stupidità di qualunque politica granaria statale, a quella di assoluto realismo di Pietro Verri, che proclama che non esiste politica “giusta” in astratto, ma che in ogni paese le esigenze annonarie debbono essere risolte secondo le condizioni locali: entità della produzione, facilità di importazioni, costo dei trasporti.

[modifica] La questione del commercio dei grani

La risposta tradizionale dei governidel '700 in tema del commercio del grano era impedire che i cereali uscissero dal paese per evitare rialzi dei prezzi, carestie e tumulti popolari. In contrapposizione a tale politica, i fisiocratici si batterono per la libertà di commercio, perché a loro dire, attraverso prezzi agricoli abbastanza alti si sarebbe incentivata la produzione agricola. Divenne caratteristica dei governi dell'assolutismo illuminato abolire le restrizioni interne al commercio dei grani ed attenuare di molto anche i vincoli al commercio internazionale. L'iniziativa francese tra il 1764 e il 1774 in tal senso, fu però abbandonata a seguito di tumulti popolari.

Di opposto segno la tematica in Inghilterra negli anni 1838-1846. Un forte movimento di opinione, l' Anti-Corn Law League riuscì ad ottenere l'abbattimento dei dazi doganali in entrata per far diminuire per la popolazione, soprattutto cittadina i prezzi dei beni alimentari e nello stesso tempo garantire all'industria britannica un aumento delle esportazioni dei manufatti sui mercati da cui provenivano i prodotti agricoli.

[modifica] Età contemporanea

Nell'età contemporanea il termine Annona in Italia è la denominazione assunta dalle autorità comunali, dette appunto, assessore all'Annona preposte ai mercati. Il primitivo compito di assicurare gli approvvigionamenti, ora assicurata dalle "leggi del mercato" si è mutata in un controllo delle licenze commerciali, vigilanza sui prezzi e sulla qualità dei prodotti. Durante periodi eccezionali, come il periodo di guerra, aveva assunto il delicato compito del tesseramento alimentare: un complesso sistema che assicurava una equa distribuzione dei beni alimentari ed altri beni di prima necessità, che alimentò, però un fiorente mercato nero.


[modifica] Uno sguardo al futuro

Se per millenni l'approvvigionamento annonario è stato problema strettamente locale, per molti secoli è stato problema locale connesso ad un problema di integrazione mediante acquisti marittimi, oggi il problema dell'approvvigionamento dei cereali è problema dai caratteristici connotati planetari. L'umanità produce e consuma 2 miliardi di tonnellate di cereali, di cui 260 milioni solcano, ogni anno, i mari, trasferendo frumento, mais e riso dalle aree di produzione sovrabbondante a quelle di produzione carente. Negli anni più recenti il consumo ha mostrato la tendenza a superare di qualche decina di milioni di tonnellate la produzione. Molti osservatori sostengono che il fenomeno è passeggero, e che la produzione riprenderà presto a precedere gli incrementi dei consumi. Biologi e agronomi autorevoli rilevano, peraltro, che la produzione futura non potrà giovarsi dell'acquisto di nuovi spazi sconfinati a spese delle foreste, già sacrificate, di grandi apporti di acqua a carico di nuovi immani sbarramenti, di nuovi travolgenti successi della genetica, che si sarebbe avvicinata, negli ultimi trent'anni, ai limiti biologici oltre i quali le piante non possono produrre di più. Crescendo i consumi l'umanità potrebbe conoscere situazioni di penuria,che potrebbero generare conflitti politici. É l'ipotesi che ha sposato un autorevole commentatore dello scenario agropolitico, Antonio Saltini, che, lasciati gli strumenti dell'analisi, ha impugnato la penna del narratore creando la fiction in cui, l'anno 2057, la carestia incmbente condurrebbe le ultime potenze del globo allo scontro termonucleare per il dominio delle ultime pianure cerealicole del Pianeta .[1].

[modifica] Nota

  1. Antonio Saltini, 2057. L'ultimo negoziato. La lotta per il grano che innescò lo scontro atomico finale, Edizioni Spazio rurale, Roma 2005, ISBN 88-902187-0-3..

[modifica] Bibliografia

Estratto da "http://it.wikipedia.org/wiki/Annona_%28economia%29"