217 aora di battaglia, contro l’ aumento del finanziamento  pubblico ai partiti, ma il giornalista Roberto Poletti , e tutta la redazione del programma continuano ad andare avanti ocn la determinazione del primo giorno.
La notizia era apparsa sul corriere della sera Lunedì 3 ottobre; Poletti l’ aveva coraggiosamente ripresa nella puntata in onda alle 13, 40.

La puntata di Lunedì sera  sulla finanziaria, non è facilissima da condurre per il giovane giornalista veneto, i suoi ospiti  convocati per parlare della finanziaria rispondono a monosillabi alle Domande di poletti, che Corriere della sera alla mano, chiede delucidazioni sul provvedimento di “aumento “(sarà invitato a parlare solo di “adeguamento “ del già consistente finanziamento pubblico ai partiti.
Gli invitatati, politici rappresentativi di tutti gli schieramenti sono spazientanti, anche perché Poletti  cambia in corso la sua trasmissione con la maestria che solo una rete all-news sa fare: in quella giornata sono accaduti molti fatti, il ribaltamento di una barca di clandestini a largo di Lampedusa, l’annuncio della candidatura del giornalista Piero Marrazzo alla Regione Lazio per il centro-sinistra, la proposta d’introduzione dei pedaggi sulle strade statali, la notizia del suicidio del medico di Niguarda, il tragico epilogo del sequestro Wali.Ad aria pulita si parla di tutti questi argomenti, in modo completo, ospitando anche l’intervento telefonico del signor Wali, fratello dell’Italo\iracheno ucciso a Bagdad.

Alla fine della trasmissione gli Ospiti sbuffanti si alzano dalle sedie, lasciano gli studi e la battaglia contro l’”adeguamento “ del finanziamento pubblico ai partiti ha inizio, ormai il dado è tratto, e si combatte con la solita tattica Poletti, l’arma migliore è quel telefono con numero verde senza filtri e quel fax nero che diventano roventi, vanno in tilt, per la mole di chiamate che ricevono.

Tutto il pubblico è d’accordo, tutti sono compatti intorno al “Roberto “, le sue “sciure Marie “ lo esortano a non mollare, ad andare avanti, lui risponde chiedendo di fare passaparola, di dire a tutti gli amici di non perdere la trasmissione, e i risultati si vedono la puntata di giovedì 7 ottobre sfiora 3 milioni di contatti auditel un record per una tv come  7 Gold.
Le telefonate, i fax, le e-mail che mandano in tilt i server, sono lo specchio di una realtà che il paese dei calciatori strapagati e delle veline si era dimenticato: scrivono  pensionate con 344 euro di pensione al mese da tutta Italia, telefonano anche molti ventenni, molti lavoratori con posto e stipendio fisso che fanno fatica ad arrivare alla terza settimana.
Hanno avuto uno sfogatoio, queste persone  che fanno fatica a pagare il biglietto dei mezzi pubblici, non sopportano i privilegi di pochi che a spese della collettività scorazzano con le auto Blu  per le strade della capitale.
La rabbia è tanta, gli argomenti sono delicati, vengono fuori gli stipendi dei parlamentari, 19.000 euro al mese, 650 euro al giorno quando invece molti sognerebbero di avere la stessa cifra di pensione al mese.
 


Spontaneamente alcuni telespettatori si riuniscono davanti agli studi di 7 Gold, fiaccole, in mano a protestare senza  violenza e con tanta dignità contro questo sistema.
questa è una delle più belle soddisfazioni della mia vita professionale, sono commosso “ con queste parole l’ex conduttore di Piazza Pulita e di Buongiorno Lombardia apre il collegamento con gli ospiti all’esterno.

La trasmissione va in onda, straordinariamente anche di Sabato; il passaparola ha funzionato, gli ascolti record continuano, le telefonate aumentano, lo studio è ormai tappezzato di fax e di e-mail.
Durante la serata, i cittadini organizzano dei gruppi di ascolto spontaneo della trasmissione per seguire assieme la puntata di Lunedì, i creditori Cirio, Parmalat, e Federconsorzi offrono il loro sito per pubblicare l’elenco dei luoghi, dove i cittadini si ritrovano.

La campagna va avanti, i giornali non ne parlano, solo Libero di Vittorio Feltri e Il Giorno Di Xavier Jacobelli, parlano coraggiosamente dell’iniziativa.
Gli altri giornali, la ignorano del tutto, il giornale di Via Solferino che pure con il suo articolo ha dato il “La”alla protesta, ora tace.
Ma le vendite premiano i quotidiani che se ne occupano, il giornale che fu diretto da Italo Pietra, sbanca le edicole con la sua tiratura record di 2.100.000 copie.
Nella puntata di lunedì i veri protagonisti sono i gruppi di ascolto, ovunque da Udine a Palermo, da Alessandria a Bologna, le facce sono le stesse, i cartelli lanciano gli stessi gridi di dolore.

I politici preoccupati chiamano in diretta, la Lega prende le distanze dal provvedimento dell’onorevole Ballaman, altrettanto fa Ignazio La Russa a nome di Alleanza Nazionale.
Questa puntata va in onda anche su Radio Radicale, interviene dagli studi romani Daniele Capezzone, che in modo equilibrato e calmo spiega la posizione del suo partito, storicamente contrario al finanziamento pubblico ai partiti.
Poletti conduce una delle migliori puntate della sua carriera; è attentissimo anche ai radioascoltatori, ha ritrovato il suo vecchio amore, la radio dove aveva condotto dei programmi in diretta dalle piazze di Italia, riesce nel difficilissimo compito di non cadere nella demagogia, quando lo accusano di ciò apre semplicemente i microfoni del pubblico fuori dallo studio per dimostrare che cosa sia veramente, e esce fuori di tutto, insulti prolacce, ma tanto il programma, ha un vistoso bollino rosso che consiglia la visita solo ad un pubblico adulto.
”Faccio questo per rispettare il codice di regolamento sui minori in televisione che è stato fatto con tanto amore”

Uno dei giornalisti più amati dal pubblico non si stanca di ripetere che lui è politicamente neutro che ce l’ ha con tutti i partiti, a chi lo critica risponde che “ quando i telespettatori  nella stesa sera mi accusano di essere  contemporaneamente di destra, di sinistra, fascista, comunista, ecc sono contento ho portato la pagnotta a casa, io non sono niente”.
Ma le critiche sono un nulla in confronto alle moltissime telefonate di solidarietà ricevute non solo in trasmissione, molti sono preoccupati per il futuro del giornalista, che sta mettendo a rischio il suo posto di lavoro per questa battaglia.
Lui ripete
“combatto queste battaglie per colmare le lacune dei miei colleghi
, sono 201 ore che sto combattendo questa battaglia, in qualche altra televisione sarei a spasso", e  il conduttore che ha cambiato 3 televisioni in un anno, ringrazia di cuore i suoi editori che gli consentono finalmente di parlare senza bavagli.
 

Le segreterie dei partiti telefonano infuriate, chiedono le cassette delle trasmissioni per “visionare il contenuto”, Poletti lo sa di rischiare grosso, ha toccato dei tabù molto delicati, ha disturbato i giochi e i calcoli di chi fa della politica una professione, dei signori delle tessere, di chi vive di burocrazia parlamentare “avendo mostrato le buste paghe dei politici, vedo nero il mio futuro.”
Dal piccolo schermo, si sta combattendo una rivoluzione a colpi di telecomando è emersa la voglia della gente di  vera antipolitica, il pubblico nelle interviste o nelle telefonate esprime sempre la stessa delusione per l’attuale sistema, anche per chi ha preso voti promettendolo di combattere e che ora invece si comporta come i partiti con cui a parole prima tanto ce l’aveva.


 E l’indiscusso leader, è lui Roberto, 33 anni da Feltre, provincia di Belluno, 3 televisioni cambiate in un anno, una carriera iniziata da giovanissimo come collaboratore di alcune radio e giornali veneti prima dell’arrivo all’indipendente, dove incontra l’indimenticabile Daniele Vimercati.
Sotto la direzione di Vimercati, ”mio maestro di libertà” lavora nella Telelombardia dei record, capace di fare della trasmissione Iceberg  la voce televisiva del profondo nord, con i politici in fila per avere un posto. Poi il passaggio a “Antenna3” dove rivitalizza il mitico studio uno che torna dopo anni di desolante semiabbandono a riempirsi di pubblico entusiasta.

Noi della redazione di credfed, abbiamo avuto un privilegio unico, che farebbe l’invidia di qualsiasi critico televisivo, poter  entrare nella redazione di aria Pulita, che si appresta non solo a macinare record di Auditel ma a prendere il posto di mitici programmi passati alla storia, in primis Portobello, e Iceberg.
Cambiano le emittenti, cambiano gli studi, cambiano addirittura gli spazi orari e i generi, ma la formula Poletti  vince sempre, dalla rassegna stampa allo spazio di mezzogiorno, (Aria Pulita) al prime time( Prima serata, piazza pulita, le edizioni serali di Aria Pulita) all’intrattenimento musicale (Ca'  Mia e tutt’unaltramusica); la ricetta è sempre la stessa, telefonate senza filtro (dove le emittenti lo consentono)e soprattutto il contatto diretto con il suo pubblico.
Unicum, nel mondo delle televisioni, locali o nazionali, nei titoli di coda della trasmissione scorrono il suo numero di cellulare e la sua e-mail personale “per contattare il conduttore fuori dalla trasmissione”.
Così nei pomeriggi il suo cellulare suona di continuo, è pieno di messaggi nella segreteria “Ciao Roberto  sono la Paola di Abbiategrasso volevo dire che devi andare avanti… coraggio ti ho già chiamato ieri ma continua così”, legge anche personalmente e una a una le email ma soprattutto le lettere scritte a mano con calligrafie tremolanti, delle sue “sciure Marie”  ad esempio gli scrivono includendoli con tanto di prove degli aumenti dei medicinali, ” Bravissima con una cosa del genere ci posso fare una trasmissione” sono le parole con cui commenta la bravura della sua attentissima telespettatrice.

Il successo della redazione può stare racchiuso in un’età 87 anni, che non è sola l’età di alcuni telespettatori ma è anche la somma degli anni dei tre membri della redazione.
 Il 33enne Roberto, si fa affiancare, infatti, da due fedeli e preparati collaboratori entrambi ventisettenni, MariaLuce Margaroli, (coautrice del programma, che aveva già lavorato con lui a Piazza Pulita) e Roberto Villani, (delegato di produzione e autore della bellissima sigla) che è al seguito di Poletti fin dai tempi di Buongiorno Lombardia, e di Tuttun’altramusica.

Ambiente informale, tre enormi scrivanie, due computer, armadi di ferro, piastrelle bianche per terra, alle pareti qualche quadro con immagini della campagna in fiore, una pila di cassette delle precedenti puntate, è questa la redazione del programma che ha sfiorato i cinque milioni di Auditel “è un po’ modesto ma tra poco lo cambiamo, come pure gli studi che diventeranno più grandi, proprio come lo studio uno di Piazza Pulita” è questo il commento dei suoi collaboratori a cui non manca l’entusiasmo nel seguire questa iniziativa contro l’“adeguamento” del finanziamento pubblico ai partiti.”. I miei collaboratori devono essere dei rompiscatole, se non non lavorano con me “è il commento del giornalista.

 

Di questa battaglia, il simbolo è sicuramente un grasso porcellino rosa, che Roberto ha magistralmente utilizzato per dimostrare che quando andiamo a votare è come se mettessimo cinque euro nell’urna assieme alla scheda elettorale.
Poi quando telefona un giovane che dice di volersi dedicare alla politica per cambiare questo sistema il porcellino viene sbattuto per terra, e così spaccato in mille cocci diventa un simbolo ancora più forte e penetrante.
Domani si va avanti, nella puntata della sera, è prevista la partecipazione degli onorevoli Ballaman e Rotondi che hanno colto l’invito del conduttore a partecipare “La mia trasmissione è aperta a tutti, estrema destra, estrema sinistra estremo centro, i politici  possono partecipare” ma nonostante i tentativi fatti “Abbiamo mandato 33fax di invito in un solo pomeriggio” delle onorevoli Manzini e De Simone non c’è traccia.
E così Roberto, scherzosamente instaura un dialogo con le foto delle due parlamentari, chiamandole per nome di battesimo “Paola, Alberta dove siete? Venite in trasmissione?”

I politici a volte sono sordi ai suoi inviti, come è successo lo scorso Giovedì, nessun politico ha inviato la sua busta paga, e lui l’uomo che ha sapientemente saputo sfruttare una nicchia di telespettatori che le altre tv generaliste ignorano e maltrattano ha commentato solamente
 "hanno perso un’ottima occasione per dimostrare che c'è qualcuno che è fuori dal coro, sono deluso, questo è un momento molto importante della mia vita professionale, perché siete in tanti e in moltissimi mi siete vicini.”

Ha dato poi appuntamento a domani con queste parole “io metto a rischio il mio posto di lavoro, non faccio demagogia, sono state fatte molte telefonate per cacciarmi via, sto in questa redazione 15 ore al giorno da quando è iniziata questa battaglia, potrei starne la metà. I politici riflettano su questi problemi vuol dire che c'è qualcosa che non va nel paese” ma ai numerosi telespettatori che invocano una sua discesa in campo risponde “
io faccio solo il giornalista , le controproposte spettano alla politica”.