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TANGENTI

Potenza: clamorosi siluppi nell'inchiesta sulle tangenti Inail

Ansa
5/12/2003  


Il magistrato Henry John Woodcock
Da Luciano Gaucci ad Anna La Rosa, fino a Flavio Briatore: 76 indagati con accuse pesanti, dalla corruzione all'associazione a delinquere


 
L'inchiesta sulle tangenti svolta dal pubblico ministero potentino Henry John Woodcock, che coinvolge alcune persone molto note e che ha portato alla richiesta di alcune misure cautelari (richiesta non accolta dal gip, Gerardina Romaniello, che si è dichiarata incompetente per territorio) è nata - secondo quanto si è appreso - durante le indagini sulle cosiddette "tangenti Inail", coordinate dallo stesso magistrato.

Durante quell'inchiesta e nel corso degli interrogatori svolti fra maggio e settembre dello scorso anno - quando vi furono arresti in tre riprese a carico di alti dirigenti dell'Inail e di altre persone - Woodcock acquisì una serie di elementi su un giro di tangenti che non riguardava solo l'Inail, ma era molto più esteso. Il pubblico ministero indagò e, alcune settimane fa, ha presentato le richieste di misure cautelari al gip. Il pm ha agito sulla base del principio che è stato lui a scoprire il presunto "giro" di mazzette e di altri favori, e che la sua "competenza" deriverebbe dal fatto che non è noto il luogo dove si è costituita l'associazione per delinquere finalizzata alla corruzione e alla turbata libertà degli incanti (reato più grave tra tutti quelli contestati agli indagati).

Secondo il gip, invece, gli indagati hanno operato soprattutto a Roma, dove si ritiene che siano stati commessi la maggior parte dei reati e dove "ragionevolmente" avrebbe sede l'associazione per delinquere: è questo il motivo per il quale il gip si è dichiarato incompetente a decidere sulle richieste del pubblico ministero.

GLI INDAGATI
L'accusa di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione e alla turbata libertà degli incanti è stata mossa a 16 persone: Carlo Lancella, che avrebbe svolto il ruolo di faccendiere, Ernesto Marzano, Luciano Gaucci, Sergio D'Antoni, Anna La Rosa, Umberto Vattani, gli imprenditori romani Roberto e Claudio Petrassi, Tommaso Olivieri, Dario Barbato, che furono coinvolti nella vicenda Italsanità, Giovanni De Pierro, considerato uomo ombra di Gaucci nel settore delle pulizie, Massimiliano Mancinelli, Roberto Caramanica, Franco Paoluzi, Giovanni Lombardi e Guido Torelli.

Di concorso in turbata libertà degli incanti - in una vicenda che si riferisce alla Metro spa - sono accusati Antonio Ricevuto, Lancella, Olivieri, Barbato, Gaucci, Roberto Petrassi, Paoluzi, Emilio Barison e Fabio Fucile.
Domenico Trucchi, consigliere per le relazioni industriali del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Lancella, Barbato, De Pierro e Gaucci sono accusati di concorso in corruzione per appalti del gruppo Ferrovie dello Stato.
Il liquidatore e il commissario giudiziale della procedura di concordato preventivo della Federconsorzi, Bernardo Benincasa e Pasquale Musco, Lombardi e Torelli sono accusati di concorso in corruzione in relazione ai crediti della stessa Federconsorzi.
La stessa accusa, in un altro capo di imputazione, riguarda anche Antonio Buonfiglio, del Ministero delle Politiche agricole, ed Enrico Tedeschini, consulente dell'Agenzia per le erogazioni in agricoltura, Lombardi, Torelli e Andrea Gentile, parente di Todeschini. Nella vicenda Federconsorzi è implicata anche Anna La Rosa, in un'accusa di concorso in corruzione con Lombardi, Torelli e Olivieri.

Concorso in estorsione - ancora per le vicende Federconsorzi - è l'accusa mossa al presidente di MeliorBanca, Pierdomenico Gallo, e a un funzionario dello stesso istituto, Walter Spanio.
Concorso in corruzione - per la riscossione di crediti fiscali acquistati e vantati dalla Credit Securitization Llc - è l'ipotesi di reato contro Roberto Petrassi, Lancella, Lombardi, Torelli e Anna Carvigni, funzionaria dell'Agenzia delle entrate Roma uno, oltre che a carico di funzionari del Ministero delle Finanze da identificare.
Tony Renis e Renzo Mingolla, sono accusati di millantato credito sempre per i crediti fiscali della Credit Securitization; Renis risponde di millantato credito anche per un altro episodio.

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