05/12/2003 La Procura di Potenza ha
avviato un'inchiesta, contestando reati a vario titolo a
76 persone che risultano indagate, tra cui diversi nomi
di primo piano, sviluppando tronconi investigativi
scaturiti dalla nota indagine denominata ''tangenti
Inail'' che a maggio dello scorso anno decapito' i
vertici nazionali dell'istituto per l'assistenza agli
infortuni sul lavoro per un presunto giro di appalti e
tangenti che coinvolsero anche imprenditori, un
assessore regionale e due parlamentari. La
''Vip-Gate'' su cui sta indagando ora il magistrato
Henry John Woodcock, titolare anche della precedente
inchiesta, contesta a vario titolo diverse vicende
prevalentemente avvenute a Roma che vanno
dall'associazione a delinquere per la turbativa di
appalti per servizi di pulizia in enti pubblici, alla
turbativa semplice, alla corruzione, all'estorsione ed
altri reati. Una vera e propria ''holding del
malaffare''. Il pm di Potenza Herry John Woodcock
definisce cosi', nel ricorso al Tribunale della
Liberta', la ''associazione per delinquere'' che sarebbe
stata promossa e organizzata da 8 persone.
L'associazione, scrive il pm, sarebbe ''impegnata e
attiva, in particolare nel settore degli appalti
pubblici di servizi riguardanti in modo specifico il
servizio di pulizia presso uffici ed enti pubblici, nel
settore relativo all'acquisto di crediti dagli enti
pubblici o nei confronti degli enti medesimi e da Stati
esteri, nel settore della compravendita internazionale
di idrocarburi, nonche' nel settore delle nomine
ministeriali, tutti indistintamente gestiti dal
sodalizio criminoso in oggetto attraverso il sistematico
ricorso alla corruzione e/o alla turbata liberta' degli
incanti''. Secondo il pm, l'associazione per
delinquere sarebbe stata gestita da Carlo Lancella,
Luciano Gaucci, Roberto Petrassi, Tommaso Olivieri,
Dario Barbato, Giovanni De Pierro, Giovanni Lombardi e
Guido Torelli. Mentre come ''partecipi'' sono indicati,
tra gli altri, Sergio D'Antoni, Ernesto Marzano
(fratello del ministro delle Attivita' Produttive),
Umberto Vattani (come ambasciatore italiano presso la
Ue), Anna La Rosa (conduttrice di
Telecamere). Nell'appello al Tribunale della
Liberta', il sostituto procuratore Henry John Woodcock
ha chiesto l'annullamento dell'ordinanza del gip di
Potenza del 13 novembre scorso che aveva rigettato le
richieste di misure cautelari della procura e
l'emissione di misure cautelari nei confronti degli
indagati. In particolare, la misura coercitiva della
custodia cautelare in carcere e' stata chiesta nei
confronti di Carlo Lancella, Roberto Petrassi, Claudio
Petrassi, Tommaso Olivieri, Dario Barbato, Giovanni De
Pierro, Giovanni Lombardi, Guido Torelli, Bernardo
Benincasa, Pierdomenico Gallo, Walter Spanio, Elio
Cesari (Tony Renis), Roberto Marraffa, Ernesto Marzano,
Maurizio Mancianti, Fabio Massimo Pallottini, Fabrizio
Montali e Luigi Scordamaglia. La custodia cautelare in
carcere e' ritenuta ''assolutamente proporzionata alla
gravita' dei fatti commessi ed idonea a soddisfare le su
richiamate esigenze cautelari''. Woodcock ha poi
chiesto la misura degli arresti domiciliari per Umberto
Vattani, Antonio Buonfiglio, Federico Tedeschini, Anna
La Rosa, Renzo Mingolla, Giovanni Pilo, Pierluigi
Polverari, Giulio Gargano, Paolo Agostini, Giovanni
Potenza, Giulio Alloro, Vincenzo Baldassarre, Mauro
Ferri, Luigi Cremonini, Alberto Testa e Maurizio
Cicchetti. Il sostituto procuratore chiede inoltre la
misura cautelare della sospensione dall'esercizio dei
pubblici uffici nei confronti degli indagati Pasquale
Musco, (da commissario giudiziale della Federconsorzi),
Fernando Cimino (da responsabile dell'ufficio Edilizia
privata del Comune di Orbetello), Domenico Podesta', (da
dirigente dell'ufficio del demanio del Comune di
Lavagna) e Giancarlo Brunetti (da funzionario dello Iacp
di Roma). La prima udienza del Tribunale della
Liberta' di Potenza che deve decidere sul ricorso
presentato dal pm si svolgera' il 17 dicembre. Saranno
necessarie pero' numerose udienze per ascoltare, dopo
l'accusa, anche tutti gli avvocati degli
indagati.