La
Procura di Potenza ha avviato un'inchiesta,
contestando reati a vario titolo a 76 persone.
Le accuse vanno dall'associazione a delinquere
per la turbativa di appalti per servizi di
pulizia in enti pubblici, alla turbativa
semplice, alla corruzione, all'estorsione ed
altri reati
Potenza, 5 dic. (Adnkronos) - La Procura di
Potenza ha avviato un'inchiesta, contestando
reati a vario titolo a 76 persone che risultano
indagate, tra cui diversi nomi di primo piano,
sviluppando tronconi investigativi scaturiti
dalla nota indagine denominata ''tangenti
Inail'' che a maggio dello scorso anno decapito'
i vertici nazionali dell'istituto per
l'assistenza agli infortuni sul lavoro per un
presunto giro di appalti e tangenti che
coinvolsero anche imprenditori, un assessore
regionale e due parlamentari.
La ''Vip-Gate'' su cui sta indagando ora il
magistrato Henry John Woodcock, titolare anche
della precedente inchiesta, contesta a vario
titolo diverse vicende prevalentemente avvenute
a Roma che vanno dall'associazione a delinquere
per la turbativa di appalti per servizi di
pulizia in enti pubblici, alla turbativa
semplice, alla corruzione, all'estorsione ed
altri reati. Una vera e propria ''holding del
malaffare''. Il Pm di Potenza Herry John
Woodcock definisce cosi', nel ricorso al
Tribunale della Liberta' la ''associazione per
delinquere'' che sarebbe stata promossa e
organizzata da 8 persone, ma che coinvolge in
tutto 76 indagati. L'associazione, scrive il pm,
sarebbe ''impegnata e attiva, in particolare nel
settore degli appalti pubblici di servizi
riguardanti in modo specifico il servizio di
pulizia presso uffici ed enti pubblici, nel
settore relativo all'acquisto di crediti dagli
enti pubblici o nei confronti degli enti
medesimi e da Stati esteri, nel settore della
compravendita internazionale di idrocarburi,
nonche' nel settore delle nomine ministeriali,
tutti indistintamente gestiti dal sodalizio
criminoso in oggetto attraverso il sistematico
ricorso alla corruzione e/o alla turbata
liberta' degli incanti''. Secondo il pm,
l'associazione per delinquere sarebbe stata
gestita da Carlo Lancella, Luciano Gaucci,
Roberto Petrassi, Tommaso Olivieri, Dario
Barbato, Giovanni De Pierro, Giovanni Lombardi e
Guido Torelli. Mentre come ''partecipi'' sono
indicati, tra gli altri, Sergio D'Antoni,
Ernesto Marzano (fratello del ministro delle
Attivita' Produttive), Umberto Vattani (come
ambasciatore italiano presso la Ue), Anna La
Rosa (conduttrice di Telecamere).
Nell'appello al Tribunale della Liberta', il
sostituto procuratore Henry John Woodcock ha
chiesto l'annullamento dell'ordinanza del Gip di
Potenza del 13 novembre scorso e l'emissione di
misure cautelari nei confronti degli indagati.
In particolare, la misura coercitiva della
custodia cautelare in carcere e' stata chiesta
nei confronti di Carlo Lancella, Roberto
Petrassi, Claudio Petrassi, Tommaso Olivieri,
Dario Barbato, Giovanni De Pierro, Giovanni
Lombardi, Guido Torelli, Bernardo Benincasa,
Pierdomenico Gallo, Walter Spanio, Elio Cesari
(Tony Renis), Roberto Marraffa, Ernesto Marzano,
Maurizio Mancianti, Fabio Massimo Pallottini,
Fabrizio Montali e Luigi Scordamaglia. La
custodia cautelare in carcere e' ritenuta
''assolutamente proporzionata alla gravita' dei
fatti commessi ed idonea a soddisfare le su
richiamate esigenze cautelari''.
Woodcock ha poi chiesto la misura degli
arresti domiciliari per Umberto Vattani, Antonio
Buonfiglio, Federico Tedeschini, Anna La Rosa,
Renzo Mingolla, Giovanni Pilo, Pierluigi
Polverari, Giulio Gargano, Paolo Agostini,
Giovanni Potenza, Giulio Alloro, Vincenzo
Baldassarre, Mauro Ferri, Luigi Cremonini,
Alberto Testa e Maurizio Cicchetti.
Il sostituto procuratore chiede inoltre la
misura cautelare della sospensione
dall'esercizio dei pubblici uffici nei confronti
degli indagati Pasquale Musco, (da commissario
giudiziale della Federconsorzi), Fernando Cimino
(da responsabile dell'ufficio Edilizia privata
del Comune di Orbetello), Domenico Podesta', (da
dirigente dell'ufficio del demanio del Comune di
Lavagna) e Giancarlo Brunetti (da funzionario
dello Iacp di Roma).
''E' semplicemente una calunnia che il
magistrato, con la stessa solerzia con cui ha
proceduto sin dal mese di febbraio, siamo certi
non manchera' di verificare''. E' quanto afferma
il presidente della Regione Lazio, Francesco
Storace, in merito all'inchiesta del Tribunale
di Potenza su presunti fatti di corruzione che
riguarderebbero anche alcuni appalti della
Regione Lazio. ''E' da diverse settimane -ha
chiarito Storace- che sono a conoscenza
dell'indagine che, per quel che riguarda la
Regione Lazio, ci vede assolutamente
tranquilli.
''Il mio legale di fiducia, l'avvocato
Roberto Ruggiero, mi aveva avvisato: ''Vedrai
che prima di Sanremo ti sospetteranno anche per
l'omicidio di Cogne''. Devo dargli atto che
ancora una volta aveva ragione''. Lo ha
dichiarato all'ADNKRONOS Tony Renis, coinvolto
nell'inchiesta avviata a Potenza dal pm Henry
John Woodcock, dopo che il gip di Potenza ha
accertato la sua estraneita' ai fatti
dichiarando, nei suoi confronti, che il ''fatto
non sussiste''.
Sempre riguardo all'avvocato Ruggiero, Renis
aggiunge che gli ''dispiace solo di avergli
impedito di controbattere giudiziariamente, fin
dall'inizio, le fantasiose illazioni sul mio
conto''. ''Sottolineo ancora una volta che ero,
sono e rimarro' una persona per bene e
incensurata. Per tutto il resto- dice Renis
all'ADNKRONOS- rivolgetevi al mio difensore.
Ringrazio il Gip di Potenza che ha ritenuto,
secondo coscienza, di stigmatizzare la mia
estraneita' ai fatti e che il fatto contestato
''non sussiste''. Non riesco a comprendere per
quale motivo si e' ritenuto, al fianco del mio
nome anagrafico, di aggiungere tra parentesi il
mio nome d'arte (Tony Renis). Nell'attesa di un
chiarimento definitivo, continuo a lavorare per
il successo del Festival di Sanremo. Malgrado
tutto''. |