Sciure marie arrabbiate, segreterie dei partiti spaccate

 

Il giornalista Roberto Poletti Giovedì sera  ha sfiorato la cifra record i tre milioni di contatti Auditel con la sua trasmissione Aria pulita che da oltre 82 ore sta trasmettendo a oltranza un battaglia contro l’”adeguamento “ del finanziamento pubblico ai partiti.

 

Attenzione questa trasmissione ha le ore contate!forse andremo in onda anche domani le scritte in sovrimpressione lo ricordano ogni minuto , un bollino rosso campeggia alla destra del teleschermo,ma non si tratta di un programma dai contenuti spinti, almeno nel senso tradizionale del termine.

 

Questa è Aria pulita, una trasmissione vera dove la  gente è protagonista, e dove emerge la vera realtà e non quei dei reality show dove dieci coatti passano  loro tempo a depilarsi o a crearsi alcove parlando con un linguaggio da caserma. 

 

A condurre la trasmissione , e l' iniziativa a essa collegata, c'è un coraggiosissimo giovane giornalista, Roberto Poletti , che unicum in tutta la televisione italiana lascia parlare il pubblico: indubbiamente il vero protagonista delle sue trasmissioni dove i politici non hanno la vita facile.

Poletti non ha padrini nè padroni , non risparmia battute su nessuno.

 

Per lui questa volta la questione è bipartisan, se la prende anche con i colleghi giornalisti che hanno il posto solo perchè “sono parenti di” ,mandando all' aria anche la difesa corporativa.

 

Il suo pubblico è con lui , è la vera gente  che lavora quindici ore al giorno, che chiama da  tutta Italia ; gridano al telefono la loro rabbia per telefono sbagliando i congiuntivi mandando fax magari con è senza accento o con ha senza acca , ma da qualche giorno queste semplici persone che parlano chiaro possono fare perdere il sonno ai soliti politicanti che guardano le trasmissioni dai loro attici dei Parioli,o dalle loro ville in  amene località turistiche

 

Non pagare le tasse è il sogno di tutti i contribuenti; ieri semplici pensionati e lavoratori dipendenti hanno minacciato l’obiezione fiscale per dimostrare alla classe politica che i forzati dello stipendio fisso al 27 del mese non accettano più di lavorare per i politicanti e i loro clienti, per uno stato dissipatore..

 

Così alcuni telespettatori hanno marciato su Assago innescando una dignitosa protesta, una dimostrazione silenziosa senza spaccare vetrine né bruciare cassonetti, dimostrando che con una semplice fiaccola in mano si possono far tremare i palazzi del potere  e dare una bella lezione di buona educazione a no global,  disobbedienti  e similari.

 

Nel piccolo cortile dell’emittente Italia 7, in un’anonima zona industriale, di notte, tra tralicci dell’alta tensione, immense concessionarie di auto e piccoli capannoni grigi, si riuniscono molti delusi dal mondo della politica.

 

Tanti hanno già i capelli bianchi, sono i settantenni di oggi che non erano ancora sessantenni  quindici anni fa quando applaudivano i deputati attacchini della Lega Nord che tappezzavano le strade delle cittadine lombarde di cartelloni con un uomo imbavagliato e la scritta "Lumbard  Tas" gridando contro il torchio fiscale  che opprimeva le regioni del nord sintetizzato nella  nella famosa immagine della Gallina Lombarda dalle uova d’oro.

Quelle Sciure Marie che avevano raggiunto gli studi televisivi con una Fiat Uno o Punto a tre porte bianche, sono deluse anche dall’antipolitica.

 

Si sentono  traditi da chi urlava via da Roma! e oggi, a Montecitorio propongono alla stregua degli eredi della balena bianca di adeguare con valore retroattivo il finanziamento pubblico ai partiti.

 

E’ la protesta di chi fa fatica a pagare l’abbonamento ai mezzi pubblici e non sopporta più che i politici abbiano a disposizione lussuose berline straniere, con assetto sportivo e autista. Sembra di essere tornati ai tempi delle monetine dell’Hotel Saint Raphael, ai tempi del popolo dei fax(sembrava scomparso dopo l’addio di Di Pietro alla magistratura) che  inonda il rovente fax nero dello studio di Aria Pulita che va in tilt ogni 5 minuti.

 

Nei fax, nelle telefonate delle Marie da Paderno e delle Rosarie di Palermo, sempre gli stessi discorsi tutti:sono stufi della politica “Tanto paga  Pantalone” degli sprechi con i soldi dei contribuenti e così nelle loro nelle loro email e fax riecheggiano parole come ville, yacht,cachemire,ma per una sera queste parole non sono invettive partitiche, non ci sono tessere da difendere. a dividere queste persone stufe e deluse da un unico comune nemico.il sistema politico e i privilegi a esso legato.

Hanno avuto uno sfogatoio, hanno trovato un coraggioso conduttore che rischia la propria faccia e la propria credibilità in un’iniziativa che dà fastidio a molti ma che è uno dei pochissimi esempi di democrazia diretta in Televisione.

E’ bravo, bravissimo Poletti a tenere il controllo della trasmissione a non far prevalere la demagogia rimproverando. se necessario il suo pubblico soprattutto quando riecheggia tra i denti  il nome di qualche politico o di qualche partito

 

Per una sera la semplice gente può chiamare gratis e sfogarsi, mentre invece i signori onorevoli devono chiamare  un normale numero.

 

Ma il telefono degli onorevoli rimane muto a quasi,si sentono solo consiglieri comunali o piccoli esponenti locali di partito, stavolta non è l’antivigilia di qualche elezione e quindi non si sentono leader politici di livello nazionale.

Qualche politico drizza le orecchie, si vuole appropriare di un’iniziativa nata nel piccolo schermo e si fa avanti promuovendo una raccolta di firme comprando (sempre con i soldi dei contribuenti) una pagina di pubblicità su uno dei pochi quotidiani vicino all’iniziativa.
Ma il partito non ha gradito,e ha fatto togliere il suo simbolo dalla petizione per la raccolta di firme.

I semplici telespettatori, la semplice gente, la stessa che ha fatto la fortuna di trasmissioni come l’indimenticabile Portobello continuano a proporre iniziative tra il serio e il paradossale anche se stavolta non propongono l’ abbattimento del colle del Turchino, ma bensì di quello di Montecitorio

 

In questa maratona televisiva, parte del merito  va anche ai tecnici e agli assistenti di 7Gold, in particolare alla coautrice Maria Luce Margaroli, e al delegato di produzione Roberto Villani, tra l’ altro anche autore della sigla.
Con un bellissimo colpo di teatro: la puntata che ha realizzato quasi  tre milioni di contatti si chiude sulle note della bellissima sigla Poletti dispensa sorrisi , baci e strette di mano al suo pubblico, mentre sfumate sul fondo scorrono ancora una volta le immagini dei fax e delle lettere di semplici cittadini stufi che per una volta però hanno qualcosa da dire ad alta voce.

 

Questo sito seguirà con entusiasmo questa iniziativa, come ha da sempre sostenuto l’ iniziativa dei creditori , Cirio , Parmalat, Federconsorzi , per aiutare chi, dopo tanti sacrifici si è visto sfumare i suoi risparmi per discutibili operazioni di finanza creativa.

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